Io mi ricordo gli applausi, le citazioni, le standing-ovation.

Io mi ricordo la Palazzina Azzurra stracolma, nel settembre 2009, alla vigilia del lancio del Fatto.

Io mi ricordo la prima fila di militanti Pd, anche abbastanza importanti.

Io mi ricordo gli autografi, gli incitamenti, i complimenti. “Marco sei il migliore”, “Marco, sei unico”. “Gli altri sono servi, merde, giornalai”.

Era l’epoca di Noemi. Sarebbero poi arrivate la D’Addario e Ruby. L’epoca di Fini, del metodo Boffo, del “che fai mi cacci?”, della casa di Montecarlo.

Travaglio scriveva, andava in una determinata direzione e a molti andava bene. Sì vabbè, martellava il Pd e sosteneva Grillo, però in fondo era all’opposizione, come la sinistra. L’importante era demolire Berlusconi, che dava dell’abbronzato a Obama.

Fino alle elezioni del 2013. Grillo s’è candidato. I nemici sono diventati due. Due ostacoli verso quel potere tanto ambito ed agognato. Mentre qualcuno ‘smacchiava i giaguari’, il Movimento Cinque Stelle riempiva piazze ed urne a suon di ‘vaffanculo’.

Travaglio a quel punto è diventato “inattendibile”, “fazioso”, “narciso”, “arrogante”, addirittura “di destra”.

Oggi il Pd gode, sghignazza, posta sui social il video dello scazzo, dell’epurazione. Loro, che sull’epurazione dell’epuratore hanno impostato la campagna elettorale europea del 2004.

Per rivedere la lite tra Santoro e Travaglio (con successivo abbandono dello studio di quest’ultimo) clicca QUI.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 561 volte, 1 oggi)