Pubblichiamo una nota dell’On. Luciano Agostini, Partito Democratico

Castelli continua a pensare che sul tema dell’università e del Consorzio Universitario, si possa predicare il Verbo senza sapere di cosa si parla o forse crede che un annuncio mediatico ben calibrato, possa essere utile a gettare ombre su altri, scagionandolo da ogni sua responsabilità.

Sostiene infatti, che il Consorzio Universitario Piceno versa in condizioni precarie a causa della richiesta di recesso fatta dall’Unione dei Comuni della Vallata del Tronto, per l’insostenibilità economica. È chiaro che mente e che lo fa con consapevolezza. Pretendendo di ridurre tutto al solito derby Ascoli – San Benedetto infatti, vorrebbe che tutti si piegassero a quella sua visione curtense della politica, che tanto sta nuocendo al capoluogo e al territorio. Tant’è che, con un’abile manovra, è riuscito a convincere il centro destra a non presentare alcun candidato per il rinnovo del presidente della Provincia. Probabilmente, fa finta di non ricordare che, da una decina di anni, i comuni della vallata del Tronto versano milioni di euro nelle casse del CUP, senza che alcuni di essi abbiano mai ricevuto in cambio un servizio diretto. Tuttavia ritengo che ciò sia stato fatto perché i comuni stessi, che hanno una visione completamente diversa da quella di Castelli, hanno agito solo per la crescita del territorio e nell’esclusivo interesse dell’università, pensando a tutti quei giovani costretti a emigrare per gli studi. È pertanto ridicolo affermare che il comune di Offida riceva soldi dal CUP, quando invece si tratta di onorare semplicemente un contratto di locazione. Il sindaco di Ascoli, che questo dovrebbe saperlo, sa invece in che sito è ubicata la sede della facoltà di economia a San Benedetto? Di certo, se il comune di Offida avesse la stessa concezione del patrimonio pubblico che ha Castelli, quella sede oggi sarebbe in mano alla speculazione edilizia e non sarebbe utilizzata per un bene pubblico come l’università.

Perché Castelli allora, non ha detto nulla quando la fondazione Carisap ha deciso di non finanziare più l’università ad Ascoli? Perché non ci dice la verità  sulla vicenda del polo universitario, che da 15 anni aspetta la conclusione dopo che la Regione nel 2000 aveva finanziato l’opera? Perché non se ne sa più nulla? Perché non ha risposto alla proposta del presidente Spacca di istituire una sola universitàfederalista delle Marche?

Invece di intraprendere la strada della polemica su una questione che noi del PD riteniamo fondamentale per la vita e lo sviluppo del Piceno, Castelli dovrebbe promuovere un confronto con tutte le istituzioni, comprese le università stesse, al fine di ricercare tutti i possibili canali finanziari dallaRegione, alla fondazione carisap, alla camera di commercio. Sicuramente si accorgerà che, su un progetto serio e condiviso di sviluppo universitario, i comuni, come hanno sempre fatto, faranno la loro parte, proprio a partire da quelli che sono sempre stati attenti e sensibili a questa tematica. Se, al contrario, Castelli ha deciso di far morire l’università e di far chiudere il Consorzio, allora lo dica senza attribuire responsabilità a chi non ne ha.”

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