ASCOLI PICENO – Sabato 22 novembre, presso la Libreria Rinascita di Ascoli Piceno, alle 18:00, ci sarà la presentazione del libro Non chiedermi come sei nata, il romanzo di esordio della giornalista culturale Annarita Briganti.

Dopo aver presentato l’opera in varie città italiane e all’interno di numerosi festival letterari, riscuotendo  notevole  successo di critica e di pubblico, l’autrice del romanzo duro e coraggioso, eppure pieno di amore e speranza, che  ha lacerato la coltre di silenzio e pudore stesa sopra il tema della fecondazione assistita nel nostro paese, approda finalmente ad Ascoli Piceno.

A dialogare con Annarita Briganti saranno Marilena Eleuteri di CISI  e Anna Romana Sebastiana di “Se non ora quando?”.

 L’evento, realizzato con il patrocinio dell’AIED,  darà ai cittadini partecipanti l’opportunità  di confrontarsi  attivamente con la scrittrice e di condividere con lei riflessioni, commenti, approfondimenti e curiosità sulla sua prima, importante opera letteraria.

Il libro rappresenta il l romanzo d’esordio di Annarita Briganti, freelance culturale di Repubblica, la giornalista nel suo libro ci racconta attraverso  Gioia, la protagonista, il tema della fecondazione assistita  , la scoperta di non poter procreare e altri temi correlati allo stato d’animo di chi si trova a dover affrontare un tema che in Italia è molto critico.

La fecondazione artificiale  è il processo col quale si attua l’unione dei gameti artificialmente. Erroneamente si considera sinonimo di procreazione assistita.  La fecondazione artificiale è stata oggetto negli anni di molti dibattiti  in particolare relativo all’uso di alcune tecniche, come la fecondazione eterologa, la clonazione, la commercializzazione di embrioni, la maternità surrogata, la produzione di embrioni a fini di ricerca o di sperimentazione che suscitano controversie di tipo bioetico.

In seguito a tale dibattito è stata varata la legge 19 febbraio 2004 n. 40 che ha vietato tali pratiche. In Italia, in seguito a questo dibattito, si è tenuta nel 2005  una consultazione referendaria articolata in 4 referendum  per abrogare alcuni punti dell’attuale legge sulla fecondazione.  L’affluenza bassa alle urne non ha però permesso il raggiungimento del quorum. La Corte, dopo aver inizialmente respinto la questione di costituzionalità sul divieto di fecondazione eterologa, ritenendo tale scelta rientrare nel legittimo esercizio della discrezionalità del legislatore, ha in seguito dichiarato illegittimo tale divieto con la sentenza del 9 aprile 2014.

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