Pubblichiamo una nota stampa di Giancarlo Luciani Castiglia, consigliere comunale Partito Democratico

“E’ ormai sotto gli occhi di tutti la drammatica situazione della tesoreria del Comune di Ascoli che ha ritardi davvero preoccupanti nel pagamento dei debiti che ha nei confronti delle aziende fornitrici di lavori, beni e servizi del nostro territorio.

Si parla di ritardi che arrivano a 10 mesi oltre la scadenza dei termini di pagamento e di importi ormai accumulati per milioni e milioni di euro.

L’assunto più volte enunciato dal sindaco con cui si sostiene che i rilevanti ritardi nei pagamenti siano dovuti al patto di stabilità è falso ed intollerabile. La normativa proprio per evitare ciò impone che la verifica di compatibilità o meglio di sostenibilità dei pagamenti con il relativo patto di stabilità venga svolta a monte del procedimento ovvero al momento dell’impegno di spesa.

Infatti L’art. 9 comma 1, lett a) – n. 2 del Decreto Legge 1.07.2009, n. 78 convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102 prevede che : Il funzionario che adotta provvedimenti che comportano impegni di spesa ha l’obbligo di accertare preventivamente che il programma dei conseguenti pagamenti sia compatibile con i relativi stanziamenti di bilancio e con le regole di finanza pubblica; la violazione dell’obbligo di accertamento di cui al presente numero comporta responsabilità disciplinare ed amministrativa. Qualora lo stanziamento di bilancio, per ragioni sopravvenute, non consenta di far fronte all’obbligo contrattuale, l’amministrazione adotta le opportune iniziative, anche di tipo contabile, amministrativo o contrattuale, per evitare la formazione di debiti pregressi (…)”.

L’articolo 9 del DL 78/09 fa quindi riferimento ad una verifica da effettuare al momento dell’adozione di provvedimenti che comportano impegni di spesa.

La ratio di questo articolo è quindi quella di prevenire l’insorgenza di fattispecie potenzialmente dannose poiché il differimento dei termini di pagamento espone di fatto la P.A. alla corresponsione degli interessi di mora relativi alla normativa contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. Infatti la norma impone che l’accertamento sulla compatibilità del programma dei pagamenti con il rispetto delle regole di finanza pubblica deve essere effettuato non tanto al momento   dell’emissione   dei   mandati   di   pagamento   quanto   al   momento   dell’assunzione dell’impegno o, preferibilmente, già nella fase della prenotazione di impegno.

Vi è pertanto uno specifico obbligo di programmazione dei pagamenti che può contribuire al raggiungimento degli obiettivi del patto di stabilità da parte delle Pubbliche Amministrazioni.

Ci si chiede quindi, alla luce dell’accumularsi incontrollato dei debiti, in capo al Comune di Ascoli, se l’attuale Amministrazione e la precedente abbiano adottato tali metodologie imposte dalla normativa ricordando che “la violazione dell’obbligo di accertamento di cui al presente (articolo) comporta responsabilità disciplinare ed amministrativa “ e quindi erariale.

Uno degli obbiettivi del Patto di Stabilità “è proprio il controllo dell’indebitamento netto degli enti territoriali (regioni e enti locali).”(ragioneria generale dello stato). Controllo attuato per evitare l’eccessivo indebitamento della Pubblica Amministrazione e dare quindi stabilità al sistema.

Com’è quindi possibile che il Sindaco dica che è proprio il rispetto del Patto di Stabilità la causa principale della montante crisi di debito del nostro Comune?

Stiamo presentando a tal proposito una nuova interrogazione al Sindaco di Ascoli Piceno che dovrà rispondere a tutti i cittadini a proposito delle seguenti questioni: è stata data attuazione alle disposizioni contenute nell’art. 9 del Decreto Legge 78/2009? Nel caso siano state effettuate le necessarie verifiche, sono state accertate le eventuali responsabilità di chi ha assunto gli impegni di spesa, vista l’entità delle insolvenze? E’ stata fatta la verifica del programma dei pagamenti ed tutti gli impegni di spesa per analizzare eventuali errori od omissioni?

La situazione è obiettivamente grave e per ora non ci giungono nemmeno notizie circa le verifiche di cassa trimestrali che i Revisori dei Conti dovrebbero obbligatoriamente fare ogni tre mesi. Ci risulta che l’ultima verifica di cassa sia stata fatta addirittura a fine marzo di quest’anno. Pensiamo che in una situazione di grave crisi finanziaria e di tesoreria come quella in cui versa il nostro Ente cittadino, oltre che obbligatorio, sia opportuno e doveroso nei confronti di ogni cittadino procedere a tali verifiche per far capire a tutti in che situazione versano le casse comunali e a quale futuro ci dobbiamo preparare.

In buona sostanza, il Sindaco intende finalmente svelarci la reale situazione della gestione finanziaria dell’Ente e della consistenza del conto di tesoreria comunale oppure ha intenzione di segretare anche questa notizia?

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