ASCOLI PICENO – Piceno fanalino di coda delle Marche per quanto riguarda la capacità progettuale e di brevetti. Piceno all’ultimo posto sul fronte della destagionalizzazione del turismo. La Cna di Ascoli Piceno ha commissionato al Centro studi regionale dell’Associazione un’analisi a trecentosessanta gradi sull’economia della Provincia e presenterà i risultati emersi in occasione dell’Assemblea annuale che si terrà il 27 novembre al Centro agroalimentare di Porto d’Ascoli. “Calo di fatturato delle imprese e disoccupazione galoppante soprattutto per i giovani – spiega Luigi Passaretti, presidente provinciale della Cna – Questi sono dati che conosciamo bene e che forse non è più neanche il caso di ripetere. Cerchiamo e dobbiamo dare risposte. E per farlo è necessario capire meglio le dinamiche del nostro territorio. Da qui la richiesta al nostro Centro studi di effettuare un’analisi di dati e flussi che parta da parametri meno standard rispetto ai soliti”.

DISOCCUPAZIONE. Cresce in maniera esponenziale il tasso di disoccupazione degli under 24: 20,5 % nel 2010, 26,6 per cento nel 2011, 38,6 per cento nel 2012, 48,4 per cento nel 2013.  “Non c’è un ricambio generazionale” – continua il presidente provinciale Cna – e ciò è dovuto anche all’età pensionabile troppo alta che abbiamo oggi in Italia”.

“Primi nove mesi 2014 ancora con il segno meno per il comparto artigianato – spiega il direttore Francesco Balloni – A oggi le imprese attive nella provincia sono 6.143, 275 le aperture, 390 le cessazioni con un saldo negativo di ben 115 aziende. Nessun settore risulta in attivo, mentre i più colpiti continuano ad essere le costruzioni, il manifatturiero e i servizi”.

POCA INNOVAZIONE, POCHI BREVETTI. Se innovazione vuol dire migliore capacità di stare sul mercato, i dati purtroppo ancora negativi del Piceno partono da lontano. Dal potenziale di ricerca e progettualità, ad esempio. L’analisi della Cna, su questo fronte, si è concentrata su un lungo arco temporale, ovvero dal 1995 ai giorni nostri. E il risultato è tutt’altro che confortante. Nella provincia di Ancona c’è infatti un brevetto ogni 137 abitanti, a Pesaro-Urbino uno ogni 96 abitanti, a Macerata uno ogni 53 e ad Ascoli uno ogni 17 abitanti. “Non prendiamo come metro di paragone – spiega Francesco Balloni, direttore della Cna di Ascoli – la provincia di Ancona in quanto il suo dato è sicuramente condizionato in positivo dall’azione dell’Università Politecnica delle Marche. Ma, tolta Ancona, registriamo che Pesaro-Urbino e Macerata hanno capacità di produrre brevetti, quindi di innovare, dalle tre alle quattro volte superiore a quanto riusciamo a fare nel Piceno. Come Cna stiamo lavorando su questo fronte, puntando fortemente sulle start-up innovative, ma la strada è sicuramente ancora lunga e non poco in salita”.

CREDITO. Nel 2013 le banche hanno concesso crediti alle imprese del Piceno per un importo di 4.944 milioni di Euro. Appena due anni prima, nel 2011, l’erogazione era stata di 5.334 milioni. In quattro anni, dal 2010 al 2014 è inoltre quasi raddoppiata (dall’1,9 % al 3,6 %) la percentuale di sofferenza nel pagamento delle rate di ammortamento dei prestiti.

FALLIMENTI. I dati dei primi nove mesi del 2014 parlano di più di 70 procedimenti di fallimento, numero giù superiore al totale del 2013, considerando che le procedure di fallimento complessive furono 61.

NON DECOLLA IL TURISMO DESTAGIONALIZZATO. Nel corso dell’Assemblea del 27 novembre, la Cna ha organizzato un convegno proprio sulle eccellenze del Made in Italy, sulle nuove normative che riguardano l’etichettatura dei prodotti alimentari, e su quanto queste prassi – sia pur gravose per le piccole imprese in termini di carico burocratico da svolgere – siano importantissime per lo sviluppo del Piceno. Sia in chiave di esportazione, sia in chiave di capacità di attrattiva turistica. “Tipicità, eccellenze e accoglienza – prosegue il direttore Balloni – sono una chiave di volta fondamentale per il futuro. Nella nostra Assemblea, partendo dalle ultime normative che riguardano l’agroalimentare, affronteremo questi temi e i dati statistici ci confermano che la scelta è più che mai opportuna vista la strada che ancora c’è da fare”. Strada da fare che, numeri alla mano, si traduce in una situazione provinciale che è ancora ben lontana dall’agganciare il turismo destagionalizzato. Proprio quello più sensibile alla cultura, all’arte, alle tipicità artigiane a agroalimentari del territorio.

Secondo l’analisi del Centro studi della Cna, la provincia di Ascoli Piceno – oltre a quello su progettualità e brevetti – ha purtroppo un altro primato davvero poco invidiabile. Gli analisti hanno sommato le presenze di turisti (italiani e stranieri) nel complesso degli esercizi ricettivi della provincia, nei mesi non estivi. Questi i risultati: nel Piceno si registrano 1,5 giorni di presenze ogni cento abitanti. Nel Fermano e ad Ancona la media è di 1,6; a Pesaro e Urbino di 2,4 e a Macerata di 2,5. Il che vuol dire che, nei mesi non estivi, nella vicina provincia di Macerata di registrano mediamente quasi il doppio delle presenze di turisti rispetto a quelli che è in grado di intercettare il Piceno.

E SEGNA IL PASSO IL TURISMO “DI STAGIONE”. Al palo, dunque la destagionalizzazione, ma niente di positivo – almeno nell’ultimo biennio – neanche per il turismo “canonico”, ovvero nei classici mesi estivi deputati alle ferie. Sempre stando ai dati del Centro studi Cna, infatti, fino al 2009 la provincia di Ascoli deteneva il primato in regione per quanto riguarda la capacità di attrarre i consumi turistici, con 9,5 giornate medie di occupazione delle strutture ricettive ogni cento abitanti. Dal 2009 al 2014 il primato è stato perso e oggi il Piceno – che da 9,5 giorni di strutture occupate ogni cento abitanti è sceso a 8,2 giorni – è stato superato dalla provincia di Fermo (9,4 giorni di occupazione alberghiera ogni cento abitanti) e da Pesaro- Urbino (8,3 giorni).

CAMBIARE PER TORNARE COMPETITIVI. La chiave di una svolta che il Piceno non può aspettare oltre, sarà il tema dominante dell’approfondimento che la Cna farà con politici, esperti e imprenditori nel corso dell’Assemblea annuale dell’Associazione. “Abbiamo scelto come tema della nostra Assemblea – spiega Isabella Mandozzi, presidente provinciale di Cna Alimentare – il campo dell’agroalimentare, e in particolare le nuove norme di tutela delle produzioni tipiche con l’introduzione più stringenti norme sull’etichettatura dei prodotti, proprio per mettere l’accento sull’esigenza forte che ha ormai questo territorio di innovarsi in tema di processo e di prodotto. Valorizzando quello che ha di più tipico con l’innovazione e l’internazionalizzazione”.

IL CONVEGNO CNA SULL’ETICHETTATURA. Affronteranno queste tematiche su agroalimentare, tipicità, innovazione e qualità, il professor Gian Luca Gregori, Prorettore dell’Università Politecnica delle Marche; l’Assessore regionale all’Agricoltura, Maura Malaspina; Alberto Olivastri, del Servizio di Igiene degli alimenti di origine animale e derivati (Dipartimento di prevenzione dell’Area Vasta 5 di Ascoli, Asur Marche); Maria Pia Miani e Gabriele Rotini, la prima funzionaria di Cna Interpreta, il secondo Responsabile nazionale di Cna Alimentare, entrambi impegnati a relazionare gli imprenditori presenti sulle nuove normative di etichettatura  dei prodotti alimentari.

Per La Cna di Ascoli prenderanno parte ai lavori dell’Assemblea, il presidente provinciale, Luigi Passaretti, la presidente dell’Unione provinciale degli Alimentaristi, Isabella Mandozzi; il direttore provinciale, Francesco Balloni e il direttore provinciale di Fidimpresa Marche, Massimo Capriotti.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 330 volte, 1 oggi)