ASCOLI PICENO –  Confindustria fa il punto della situazione relativamente ai vari settori produttivi, per tracciare un bilancio del 2014.

Bruno Costantini, presidente del settore metalmeccanico di Confindustria Ascoli sostiene che” il settore a livello nazionale è fortemente afflitto dalla crisi da ormai qualche anno ed ha toccato in maniera importante anche il nostro territorio e le nostre aziende . Ci sono imprese che comunque resistono alla crisi e che pensano ad un futuro per loro ed i loro lavoratori nella ns Provincia ed al futuro di queste imprese è orientata l’attività della sezione meccanica di Confindustria Ascoli Piceno.

Per quanto riguarda i dati dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali confermano anche per quest’anno un forte utilizzo”.

Interviene anche Massimo Andreani, delegato ai rapporti sindacali: “le prospettive a breve e medio termine non ci permettono di ipotizzare, non solo a livello locale, un incremento dell’occupazione dovuta ad aumenti della capacità produttiva del sistema, per cui, se vogliamo stimolare l’occupazione dobbiamo farlo attraverso dei provvedimenti che rimuovano tali discriminazioni al fine di incrementare l’efficienza del mercato del lavoro. Inefficienza del mercato del lavoro significa, quindi, bassa produttività.

Bassa produttività non può che significare nel medio periodo riduzione dell’occupazione stessa e, di conseguenza, abbassamento del livello dei salari nell’area (detta anche “cattiva occupazione”). Per aumentare questi ultimi, allora, è fondamentale trovare dei sistemi per legare le retribuzioni ai risultati aziendali. Solo attraverso questa importantissima “leva” si può pensare di ottenere una sorta di “garanzia” sulla continuità aziendale.

Il principio che vogliamo affermare è quindi il seguente: l’imprenditore non crede nei licenziamenti, ma in un mercato del lavoro che realizzi una protezione reale del lavoratore all’interno e all’esterno dell’impresa, che favorisca quindi la mobilità senza elementi di rigidità o barriere che consentono ad alcuni di godere di pure rendite di posizione, ma che allo stesso tempo releghino altri in una posizione secondaria, quasi nell’ombra.

Per restituire fiducia ai giovani e alle aziende, è necessario quindi ristabilire un equilibrio nel mercato.”

 

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