ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato, giunto in redazione, da parte della Cgil:

“In queste lunghe settimane la Cgil è stata in prima linea per difendere il mondo del lavoro, ancora una volta. E’ stata in prima linea, con la straordinaria manifestazione nazionale del 25 ottobre, con gli scioperi e le manifestazioni unitarie di tutte le categorie che si stanno tenendo in questi giorni, fino allo Sciopero Generale che si terrà, insieme alla Uil, il 12 di dicembre.

Nelle corde del dibattito pubblico degli ultimi mesi, quello che è stato a tratti voluto far intendere è che la Cgil fosse in trincea, in difesa dell’esistente, opponendo alle politiche governative semplicemente un no, e cercando esclusivamente di fermare la riforma del mercato del lavoro, famoso Job Act.

Siamo invece convinti che, proprio per la natura stessa della Cgil, la protesta e l’opposizione, in questo caso anche decisa, non può essere priva di una proposta strutturata e forte, di un’alternativa. I lavoratori, non si accontentano dei NO, ma vogliono una rappresentanza generale, capace di immaginare nel complesso una idea diversa del sistema Paese.

Questo la Cgil lo sa, e non certo da oggi. Ed è per questo che lo Sciopero Generale del 12 dicembre, e le tantissime manifestazioni di questi mesi, non avrebbero lo stesso senso se non fossero inserite in quadro di rivendicazioni che vede il proprio perno nel Piano per il Lavoro, presentato dalla Cgil Nazionale nel 2013, e declinato nei mesi successivi in tutte le Regioni, e in tutti i territori.

Il Piano per il Lavoro, si pone l’obiettivo di ricostruire il tessuto sociale di questo Paese e superare la crisi economica, attraverso il lavoro, e attraverso la costruzione di nuovi posti di lavoro. Ed è per questo che l’opposizione al Job Act, che nelle brevi pagine che ne delineano le linee di indirizzo questo obiettivo non se lo pone affatto, ha un senso profondo. Non è uno sterile no ma una richiesta complessa, di misure concrete.

Partire difendendo il lavoro dei settori tipici come l’agricoltura e l’industria del terziario, e con opere pubbliche di ammodernamento e messa in sicurezza del territorio, creando occupazione e rispondendo alla necessità di risposte immediate dai territori, procedendone alla riqualificazione, soprattutto nel mezzogiorno del Paese. Riformare gli ammortizzatori sociali, garantendo maggiore coperture e sostegno, estendendo a tutti la possibilità di accedervi.

Incrementare i fondi di fiscalizzazione per l’assunzione di giovani e donne a tempo indeterminato.

Procedere poi verso le grandi riforme di cui Paese necessita: Pubblica Amministrazione, Istruzione e per garantire la Legalità, trasparenza e recupero dell’evasione fiscale.

Un progetto ambizioso, ma necessario al Paese, che procede realmente a creare posti di lavoro, senza slogan ma con provvedimenti concreti.

Consapevoli che il Piano pensato necessita di investimenti straordinari riteniamo necessaria, per finanziare il Piano per il Lavoro, una Riforma del Fisco straordinaria, combattendo l’evasione, tassando le rendite finanziare e i grandi patrimoni, una riordino delle agevolazioni alle imprese e una razionalizzazione della spesa pubblica.

Una grande proposta, che accompagnerà le proteste di questi giorni, che sarà la prospettiva verso quale muovere le nostre rivendicazioni nazionali ma non solo, che possa disegnare anche la ripresa sul nostro territorio, il Piceno, che tanto sta pagando la crisi economica.

Nello scorso anno abbiamo lavorato a fondo per immaginare un Piano per il Lavoro nel Piceno, ragionando di Ambiente, di rifiuti e tutela del territorio; di rilancio dell’attività produttiva locale, immaginando per esempio una filiera di recupero della plastica. Abbiamo ragionato delle risorse turistiche del nostro territorio, a partire dalla Riviera, passando per le terme e la costruzione di un filone turistico forte. Abbiamo immaginato una nuova prospettiva per le nostre città, ragionando di Istruzione, innovazione, Università e cultura. Chiedendo un rapporto migliore e più stretto tra l’Università e le aziende del territorio, la valorizzazione della cultura su tutto il territorio, immaginando che uno dei nostri centri possa diventare una vera e propria Città della Musica, sostendeno l’arte musicale e trovando spazi per una grande manifestazione di carattere nazionale. In ultima istanza, abbiamo sostenuto la necessità di rilanciare il manufatturiero del territorio, rilanciando il made in italy con una filiera della moda Picena.

Un progetto, quello del Piano per il Lavoro, che costituisce una piattaforma straordinaria a livello nazionale e declinata sui territori può rappresentare una vera possibilità di svolta.

Per questo procediamo convinti verso lo Sciopero Generale, perché siamo consapevoli della difficoltà del momento storico, ma siamo ancor più consapevoli che la strada intrapresa non sia quella corretta, e che una alternativa esista e sia realizzabile. E la Cgil una proposta ben chiara la ha.

Così non va. Abbiamo proposte concrete, che vanno ascoltate.

E’ tempo di farlo, ed è tempo di farle sentire”.

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