ASCOLI PICENO – “Per il 2015 la sfida della qualità per le produzioni del Piceno da fattore importante diventerà elemento vitale”. Così Luigi Passaretti ha sintetizzato l’analisi economica emersa nel corso dell’annuale assemblea della Cna (presenti oltre 100 imprenditori artigiani) che, prima di giungere all’approvazione all’unanimità del bilancio dell’Associazione, ha approfondito proprio i temi delle produzioni di eccellenza e della difesa delle peculiarità del territorio. Analisi partita dalle nuove normative che riguardano il settore agroalimentare per arrivare a una visione più generale di quello che dovrà essere nel futuro il Made in Italy. L’importanza dell’argomento trattato è stata testimoniata dalla presenza di artigiani che hanno gremito l’aula dei congressi del Centro Agroalimentare di Porto d’Ascoli dove si è svolta l’Assemblea della Cna di Ascoli Piceno.

“Voglia di fare rete e di condividere obiettivi – ha aggiunto Francesco Balloni, direttore della Cna di Ascoli – che per la nostra associazione, in questo 2014, ha significato un ulteriore incremento della base associativa che ha consolidato la nostra posizione di leader in provincia per quanto riguarda la rappresentanza per i settori dell’artigianato e della piccola e media impresa e ci ha inserito ai primi posti, in seno al sistema Cna delle Marche, riguardo la capacità di catalizzare progetti, voglia di fare impresa e di innovare produzioni e processi produttivi. Elementi, questi, che saranno la nostra missione principale per il 2015”.

E che il Piceno abbia urgente necessità di innovare e di fare rete per aggredire vecchi e nuovi mercati lo confermano i recentissimi dati elaborati dal Centro sudi di Unionacamere Marche riguardo le aspettative degli imprenditori per questa fine anno e per l’avvio del 2015. In un’intervista a campione, realizzata dal Centro studi, il 27% delle imprese del Piceno chiuderà con un calo della produzione, mentre il 47% resterà sui livelli attuali. Solo il 27% presume un aumento dei volumi fra l’ultimo trimestre 2014 e il primo 2015.

Aspettative tutt’altro che rosee confermate dall’analisi dei dati di fatturato. Fra luglio e ottobre l’industria manifatturiera del Piceno ha perso – rispetto allo stesso periodo del 2013 – l’1,6% di fatturato e l’1,9% di ordinativi. Più 2% circa, infine, per quanto riguarda le ore di utilizzo della cassa integrazione.

“In un quadro ancora così critico – prosegue il presidente Passaretti – l’analisi che abbiamo voluto fare nel corso della nostra assemblea ha fornito indicazioni chiarissime sulla voglia delle imprese di innovare, di difendere le proprie produzioni di eccellenza, di utilizzare la burocrazia non come strumento che frena lo sviluppo ma come, soprattutto per le produzioni agroalimentari e tipiche, valore aggiunto e occasione di indicare ancora con maggiore chiarezza e precisione al consumatore finale il valore del prodotto Made nel Piceno”.

Questi importanti temi sono stati dibattuti, insieme a presidente e direttore provincia della Cna, Passaretti e Balloni, al direttore provinciale di Fidimpresa Marche, Massimo Capriotti, e alla presidente provinciale di Cna Alimentare, Isabella Mandozzi, anche dal professor Gian Luca Gregori, prorettore dell’Università Politecnica delle Marche, dall’assessore regionale all’Agricoltura, Maura Malaspina, dal dottor Alberto Olivastri, del Servizio di Igiene degli alimenti dell’Asur, da Maria Pia Miani, di Cna interpreta nazionale e da Gabriele Rotini, responsabile nazionale di Cna Alimentare. All’inizio dei lavori ospiti e artigiani presenti hanno ricevuto il saluto e l’incoraggiamento anche da parte del Sindaco di San Benedetto del Tronto, Giovanni Gaspari.

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