ASCOLI PICENO – E’ stata fondata da pochi mesi l’associazione culturale Das Andere che ha l’obiettivo di attuare un risveglio delle coscienze tramite l’utilizzo di sei materie: filosofia, storia, architettura, arte, geopolitica e letteratura.

Attraverso incontri culturali tematici, saranno creati dei collegamenti con i problemi attuali sia italiani sia europei. “Per una città, come quella di Ascoli, dove manca da qualche tempo un’insegna che raccolga di nuovo menti pensanti” è il pensiero dei membri dell’associazione.

La presentazione  è avvenuta presso la libreria Rinascita di Ascoli Piceno il 28 novembre. Ospiti dell’Associazione sono stati Sebastiano Caputo e Lorenzo Vitelli dell’Intellettuale Dissidente, i quali hanno presentato il loro libro scritto a sei mani insieme a Diego Fusaro “Pensiero in Rivolta”.

Il prossimo evento sarà il 29 gennaio, alle 18 presso la libreria Rinascita, con la presentazione del libro di Federico Nicolaci “Tempio vuoto, crisi e disintegrazione dell’Europa”. Introdurrà l’ospite, il presidente di Das Andere Giuseppe Baiocchi.

Perché Das Andere? Ecco la spiegazione rilasciata dai membri dell’associazione.

 ‘Non ci si lasci spaventare dalle maiuscole gotiche delle intestazioni. Das Andere è certamente difficile da leggere. Ma un manifesto deve essere letto soltanto da chi è interessato. Poiché altrimenti è inefficace’.

“Das Andere (L’altro) è la rivista che Adolf Loos pubblica nel 1903 a Vienna, come supplemento alla rivista Kunst redatta da Peter Altenberg.

Il sottotitolo sembra molto provocatorio:’Per l’introduzione della cultura occidentale in Austria’.

Ma per cultura occidentale Loos intende solamente un ‘nuovo modo di vedere’.

Il ritmo di Das Andere non è quello della critica incalzante, ma, come scrive Cacciari, assomiglia a quello del ‘melanconico passeggiare’.

Loos parla dell’effimero, di ciò che vede passeggiando per la sua amata-odiata Vienna, descrive l’atmosfera della Finis Austriae, l’inarrestabile declino cui s’avvia la civiltà asburgica. 

L’Italia nei primi anni del nuovo millennio, si trova in un periodo altrettanto critico. Quasi un secolo dopo Das Andere, lo spettro della Finis Italiae sembra materializzarsi all’interno di una più ampia crisi istituzionale dell’Unione Europea. L’ingovernabilità del multietnico Impero Austro-Ungarico non sembra poi così distante”.

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