ASCOLI PICENO – La parola tradizione deriva dal latino tradere e significa appunto consegnare: tutto ciò che viene consegnato dal passato al presente, dalle vecchie generazioni alle nuove, anche inconsapevolmente, è tradizione: gli oggetti materiali, le credenze, le immagini, le abitudini, le pratiche, i canti, le leggende e le istituzioni. È questa l’anima del volume “Alla ricerca delle tradizioni perdute” voluto dal Bacino Imbrifero del Tronto e scritto da Gabriella Piccioni, presentato ieri  presso una Sala della Vittoria della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno gremita di persone. Nell’occasione, oltre all’autrice e al presidente dell’ente Luigi Contisciani, sono intervenuti il primo cittadino ascolano Guido Castelli e il presidente della Provincia di Ascoli Piceno, Paolo D’Erasmo.

Due anni di ricerche tra le fonti archivistiche e tra i giornali e le riviste dell’Ottocento e del Novecento, due anni di sopralluoghi nei 17 Comuni del Bim per scovare vecchie foto, testimonianze spesso sbiadite, angoli dimenticati, raccontati attraverso oltre 400 interviste inedite. Quello di Gabriella Piccioni è stato un vero e proprio pellegrinaggio del corpo e dell’anima attraverso il Piceno, un viaggio tra i secoli, tra i luoghi, tra le feste e le fiere di ieri e di oggi, tra i sapori, tra gli antichi mestieri. Un libro che racconta una comunità, fatto di piccole storie, aneddoti e personaggi che hanno segnato un’epoca con la propria presenza.

“Questo lavoro, commissionato dal presidente Luigi Contisciani nel 2012, si pone come obiettivo prioritario quello di vincere una battaglia contro il Tempo – ha spiegato l’autrice Gabriella Piccioni – liberando dall’oblio momenti di vita della comunità picena. In queste pagine abbiamo voluto, attraverso lo strumento prezioso delle interviste, dar voce ad alcuni di loro, protagonisti inconsapevoli e ignoti della storia del 1900. Dove finiscono i loro ricordi, e quindi mancano le fonti orali, inizia la ricostruzione storica. Non si tratta di uno studio sociologico, etnografico o antropologico delle nostre comunità e non è neppure un’operazione nostalgia. È, piuttosto, un recupero per riscoprire e divulgare frammenti di quotidianità delle popolazioni dei 17 Comuni del Bacino Imbrifero del Tronto”.

“Il progetto di commissionare una ricerca storica volta alla pubblicazione di un libro per scoprire e valorizzare la storia del nostro territorio piceno – spiega Luigi Contisciani, presidente del Bim Tronto -trova la sua motivazione nella necessità che ogni comunità avverte di recuperare e conservare la propria identità, attraverso lo studio e la conoscenza delle proprie tradizioni. Attraverso la riscoperta del nostro passato più prossimo ci si propone dunque di stimolare, soprattutto nelle nuove generazioni, il senso di appartenenza alla propria comunità di origine, nonché un interesse costruttivo e positivo per le peculiarità del nostro territorio, nella speranza, che in un momento di grande crisi economica e valoriale come questo, i giovani possano attingere proprio dalle radici della nostra società la linfa vitale necessaria a costruire un futuro ricco di stimoli e innovazioni. Grazie al lavoro certosino e capillare condotto dalla professoressa Gabriella Piccioni, abbiamo conosciuto un mondo di sguardi, di gesti, di suoni, di danze, che si è tramandato nel corso dei secoli, accompagnando la fatica delle generazioni che ci hanno preceduto, le gioie e le tristezze dei nostri antenati. Non mi aspettavo questa folla oggi e ne sono davvero commosso. È il riconoscimento per l’ottimo lavoro svolto dalla professoressa Piccioni e sopratutto, per quanto fatto da questo ente in 60 anni di investimenti sulla comunità e sul territorio”.

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