ASCOLI PICENO – “Un’azienda italiana può essere leader nel mondo se noi coinvolgiamo la gente a lavorare giorno dopo giorno in un grande progetto, grazie del vostro lavoro, grazie della vostra qualità”. Firmato: Matteo Renzi. Data 17 novembre 2014.  Luogo: Sydney, Austrialia, sede della Prysmian, multinazionale nella produzione di cavi per telecomunicazione e alta tecnologia.

“Prysmian oggi è una delle più importante aziende italiane, per cui oggi sono particolarmente felice, e neppure i giornalisti italiani comprendono bene l’importanza della Prysmian in tutto il mondo” continuava il primo ministro italiano.

Parole che oggi, ai 113 lavoratori ascolani abbandonati in mezzo ad una strada dallo stabilimento Prysmian di Ascoli per una mera ristrutturazione aziendale (l’impresa non è in rosso, anzi), suonano come sale sulla ferita: “Un Paese confiscato da una classe politica che mente sapendo di mentire davanti a milioni di italiani in difficoltà. 3 mesi fa Renzi si trovava allo stabilimento Prysmian di Sydney… ora lo attendiamo ad Ascoli, anche se qui non potrà sfoderare la sua magnifica padronanza della lingua inglese! Quali interessi persegue questa classe politica? A quali logiche stanno rispondendo deindustrializzando il Paese; svendendo e privatizzando i settori strategici e le partecipate pubbliche; permettendo alle multinazionali di avere completa libertà di manovra; umiliando quella che un tempo era la quinta forza industriale del Pianeta?“.

 

 

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