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Intervistiamo Silvio Antognozzi nella sede della sua impresa turistica, la Cittadella dei Sibillini, situata all’interno del Comune di Montemonaco. Di fronte abbiamo un monte Vettore innevato e con la cima coperta dalle nubi, segno che l’inverno non è ancora alle nostre spalle. Intorno, natura incontaminata. Adesso, ad inizio marzo, ancora “selvaggia”, quasi da “into the wild“: “Ma a maggio sono al completo, soprattutto grazie agli stranieri. Vengono qui poi fanno escursioni a piedi, o in bicicletta, riposano. D’estate ho una clientela con una maggioranza di italiani”.
Sembrerebbe un altro universo, rispetto al turismo classico balneare della Riviera delle Palme. Ma siamo ad appena una quarantina di chilometri dalla spiaggia. E’ il Piceno, bellezza: “Io suggerisco di rinominare la Riviera delle Palme in Riviera dei Sibillini. Avrebbe un impatto notevole l’abbinamento di mare e monti nello stesso nome. E non dimentichiamo che il Parco dei Sibillini è la seconda destinazione turistica marchigiana conosciuta in Italia, dopo Urbino”.
Antognozzi, non a caso, è presidente di Piceno Dmo, l’associazione che si è posta l’obiettivo di riunire sotto una unica organizzazione le imprese turistiche: “Al momento siamo circa 450 associati. Grottammare sta valutando se aderire, mancano associati di Ascoli anche se nel capoluogo le imprese turistiche non sono ancora numerosissime. Il nostro obiettivo è quello di diventare il punto di riferimento per la promozione e l’accoglienza nell’intera provincia, mettendo fine alla segmentazione degli ultimi anni e anche ad una eccessiva ingerenza della politica. Siamo imprenditori e vogliamo che le imprese decidano, assieme, in che modo coordinarsi”.
Critico rispetto alle politiche turistiche di Spacca (“Ha gestito il settore in maniera troppo personalistica, dando troppi soldi ad Hoffman, ben lontano dal livello a cui la Regione ci aveva abituato ai tempi di Troli, Silenzi e Moruzzi”), ma anche con la provincia a gestione Celani: “Sul turismo, non ha combinato niente di interessante”.
“Siamo stati abbandonati da anni, adesso dobbiamo ripartire sulle nostre gambe. Quindi stiamo coinvolgendo tutti gli enti a vario titolo impegnati nel turismo, dalla Camera di Commercio alla Fondazione Carisap, dal Bim Tronto al Gal, dalla Provincia e, ovviamente, puntiamo a diventare il punto di riferimento per la Regione Marche” continua Antognozzi, il quale rimarca l’importanza del lavoro di “Terre del Piceno, di Luca Marcelli, che sta individuando un nuovo modello di promozione, che si sviluppa non più con la comunicazione ma con i resoconti degli stessi turisti, una sorta di “story telling” appropriato con le dinamiche del web e dei social”.
Occorre, però, saper investire e anche ottimizzare il denaro: “Al momento la frantumazione delle competenze comporta anche che gli investimenti sono troppo frazionati, occorre che invece vengano concentrati e ottimizzati. Per questo, come Piceno Dmo, vogliamo garantire una voce sola all’intera provincia. Si pensi soltanto al piano marketing realizzato qualche anno fa dalla Fondazione Carisap, mentre poi la provincia ne ha riproposto uno nuovo. Potremmo riuscire a realizzare un notevole investimento sinergico, cosa mai riuscita nella nostra provincia”.
Con l’inabissarsi del Consorzio Turistico Riviera delle Palme e abbandonati i Sistemi Turistici Locali, dunque, il futuro del turismo sembra segnato: aggregazione su base provinciale a partire dagli operatori anziché dalle logiche politiche o cittadine. Infatti la carica di presidente diPiceno Dmo è andata ad un operatore della zona dei Sibillini: “Le cariche lasciano il tempo che trovano ma ovviamente si è trattato di una indicazione importante, che fa capire da parte degli imprenditori della costa come essi abbiano capito che il loro è un turismo maturo, che può beneficiare di una diversificazione territoriale dell’offerta. E’ stato un bel segnale”.
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