ASCOLI PICENO – Sulla spinosa e infuocata questione del trasporto dei rifiuti nel Piceno, interviene Paolo D’Erasmo, presidente della Provincia di Ascoli che in una nota esprime di ” aver operato nel pieno rispetto della legalità e dell’interesse generale del territorio: ben venga quindi la presentazione degli atti sui rifiuti all’Autorità Nazionale Anticorruzione, non solo ci metto la firma ma accompagno volentieri il sindaco Castelli da Raffaele Cantone così potremo fare chiarezza anche del passato come il terreno agricolo per la sesta vasca pagato 850mila euro senza pensare di attivare le procedure espropriative e senza avere la certezza della sua destinazione. Senza dimenticare poi il mancato adempimento del risanamento ambientale delle altre vasche esistenti e tante altre cose, comprese, le tariffe esorbitanti applicate in questi anni ai cittadini per il conferimento a Relluce.

Appena insediato come Presidente della Provincia, il sottoscritto si è trovato catapultato nel pieno caos dell’emergenza rifiuti e tante altre non risolte da Celani e Castelli: che avrei dovuto fare lasciare l’immondizia in mezzo alla strada? Di concerto con i sindaci del territorio, costantemente consultati attraverso l’assemblea dell’ATA che, a differenza del passato come apprezzato dagli stessi amministratori si è riunita numerose volte (ben 5 in appena 4 mesi), è stata individuata una soluzione praticabile per la gestione immediata ed economica dell’emergenza. Un atto quello di conferire i rifiuti alla Geta assunto nella massima trasparenza, votato dall’ATA e con il parere favorevole dell’Arpam (l’organismo di controllo ambientale) da me richiesto. Tanto è vero che, su mandato dell’ATA, verranno effettuate, anche avvalendosi delle competenze dell’Asur 5, della Forestale e dell’Arpam, indagini epidemiologiche e ambientali delle due discariche di Relluce e Geta nelle aree contermini ai due siti a garanzia della salute pubblica e della tutela ambientale.”

Continua D’Erasmo: “inoltre nell’ultima riunione dell’ATA il sindaco di Ascoli aveva chiesto che i camion con i rifiuti non passassero a Poggio di Bretta, oggi invece rinnega il principio di condivisione dei disagi tra i diversi comuni che è emerso sia in sede di ATA che di Comitato di Coordinamento dei Sindaci, perché?

Ma tutte queste cose il sindaco Castelli le conosce bene ed è singolare che in sede istituzionale dica una cosa e poi faccia dichiarazioni infuocate sulla stampa senza accorgersi che l’opinione pubblica è consapevole e sa ben distinguere i fatti dalle strumentalizzazioni politiche e dalla demagogia a buon mercato.

Non mi risulta che dipendenti dell’Ente abbiano pontificato sui giornali contro la sesta vasca e la conferenza dei servizi incaricata di valutare l’iter autorizzativo è presieduta dal dirigente competente e ricordo che i ritardi amministrativi sono dovuti proprio ad errori procedurali della società Ascoli Servizi che ha perso oltre un anno e mezzo di tempo e non imputabili all’Ente Provincia. Non è stato ancora espresso nessun parere da parte della conferenza dei servizi e, in ogni caso, le scelte di lungo termine sulla programmazione dei rifiuti riguardano l’intero territorio e sono assunte nella definizione del piano d’Ambito che è di competenza dell’ATA dove sono rappresentati tutti e 33 i sindaci del territorio.”

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