ASCOLI PICENO – Una coscienza civica latente può produrre effetti che all’apparenza risultano di secondaria importanza, ma che, al contrario, si riflettono spesso su importanti aspetti della vita di una comunità.
Atti vandalici su beni a disposizione della collettività risultano deleteri non solo nei confronti di chi ha fornito il bene, ma soprattutto danneggiano l’immagine della società con ripercussioni nell’economia quotidiana della città.

E’ questo il caso delle biciclette a disposizione del servizio di bike sharing, discusso a Palazzo Arengo dai dirigenti comunali competenti, dall’assessore all’innovazione Michela Fortuna e dal presidente della consulta per il commercio e per il turismo Paride Vagnoni.
Ordine del giorno dell’incontro è stata la ricerca di un ventaglio di soluzioni per combattere il degrado e il vandalismo di cui sono oggetto le biciclette di condivisione pubblica che a questo punto della stagione diventano una risorsa in più nel trasporto pubblico per i cittadini e in previsione dell’affluenza turistica.

Le città dotate del servizio di condivisione di biciclette in Italia sono 132, per citarne alcune, Milano, Torino, Napoli, e si può annoverare anche Ascoli Piceno.

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