VERONA – Un successo in continua crescita quello del Vinitaly,  dati impressionanti registrati 150mila visitatori, molti rispetto al passato provenienti dal  Far East, con Thailandia, Vietnam, Singapore, Malesia, da segnalare anche gli operatori professionali da 140 Paesi. Crescono il Messico e anche l’Africa, con new entry interessanti come Camerun e Mozambico. Bene pure il Nord Africa, con la ripresa di Egitto, Tunisia e Marocco sia per il vino che per l’olio extravergine di oliva di Sol&Agrifood.  «Il risultato centra l’obiettivo che ci eravamo prefissati. Grazie all’aumento del 34% degli investimenti dedicati all’incoming e alla collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico, l’Agenzia-ICE e il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, abbiamo aumentato la già alta partecipazione di buyer stranieri», ha affermato Ettore Riello, presidente di Veronafiere.

«I grandi mercati di Usa e Canada da soli rappresentano il 20% degli oltre 55mila visitatori esteri.  L’area di lingua tedesca, Germania, Svizzera e Austria, si conferma la più importante con il 25% delle presenze, il Regno Unito è al terzo posto con il 10%, seguono in termini numerici i buyer dei Paesi Scandinavi e quelli del Benelux ha detto Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –. Abbiamo registrato grande soddisfazione da parte degli gli espositori, per la capacità di Vinitaly di migliorare di anno in anno il numero di buyer esteri e la qualità dei visitatori, mantenendo alto il numero dei contatti, tanto che aziende private di grande rilevanza hanno già sottoscritto rinnovi triennali per le prossime edizioni».

A due giorni dal termine di una delle manifestazioni di settori tra le più importanti al mondo, sentiamo le voci degli imprenditori del territorio che hanno partecipato, alcuni nel padiglione Marche ed altri nella parte dedicata al Bio.

Federica Pantaloni, dell’azienda Vini Pantaleone.”Quest’anno il Vinitaly ci ha dato molte soddisfazioni in termini di possibilità di contatti ed è stato anche un ‘occasione per rinforzare quelli già instaurati. Noi eravamo collocati nell’area VinitalyBio, che abbiamo scelto in quanto identificativa della nostra realtà. Grazie alla sua connotazione i visitatori che ci hanno raggiunto erano in linea con la nostra visione e già consapevoli di cosa cercavano. La nostra azienda è nata Biologica fin dall’inizio, ed ha sposato questa filosofia come filo conduttore del pensiero di mio padre. Per noi parlare di “agricoltura biologica” è stato da sempre l’unico modo per intendere l’agricoltura, quella che preserva il territorio, determina la personalità dei sui frutti ed agisce a favore della qualità della vita. Tema importantissimo per il quale abbiamo il dovere etico  di rendere consapevole e sensibilizzare il consumatore e tutta la filiera. Oggi grazie alla rete e ai social network il contatto è sempre più diretto e le interazioni sono molteplici come opportunità per avvicinarsi a qualsiasi cultura e renderla partecipe del propri valori. A noi piacciono i consumatori attenti quelli che sono sempre alla ricerca delle radici. Tra le prossime manifestazioni dove saremo presenti, c’è infatti TerroirMarche, il primo consorzio di vignaioli Bio delle Marche composto da 11 aziende, si terrà ad Ascoli e sarà la prima Fiera dedicata al Biologico delle Marche e  dove oltre alle degustazioni ci saranno visite e laboratori. Oggi per crescere bisogna formare ed essere responsabili perchè chi crede in una conduzione bio sposa un’etica che in prima linea mette i valori dell’uomo.”

Paola Massi, azienda agricola Fiorano ci dice: “L’esito della fiera è stato per noi  molto positivo. Abbiamo riscontrato sempre un bell’interessamento  per quanto riguarda la produzione del vino biologico e naturale e sebbene sia al momento il Verdicchio tra i vini delle Marche a farla da padrone per richiesta, conoscenza, pubblicità, ecc, anche il Pecorino ha un buon riscontro di mercato. Da qualche tempo poi- prosegue la Massi – anche il Rosso Piceno è tornato ad essere richiesto se prodotto in maniera elegante nel suo profilo aromatico.  Nel padiglione Vivit- vini bio e naturali ,  si sono avvicendati anche molti importatori stranieri più focalizzati proprio ad una ricerca di produzione vinicola  più di tipo artigianale e meno standardizzata , per andare incontro a nicchie di mercato di palati disposti a conoscere produzioni autoctone, biologiche certificate e di vinificazioni più attente alla qualità. Buon passaggio di importatori del nord europa, Usa,  e anche dalla Polonia”.

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