ASCOLI PICENO – “Tutto quello che sappiamo, non è vero, tutto quello che non sappiamo, è vero”: in molti lo hanno pensato dopo aver assistito all’incontro “La crisi dell’informazione tra crollo finanziario e pericolo di guerra” organizzato da Piceno Tecnologie sabato 28 marzo alla Sala dei Savi di Ascoli Piceno, con ospite d’eccezione in Marcello Foa, giornalista di scuola montanelliana, blogger tra i più influenti sui temi politici e internazionali, docente di Comunicazione all’università italiana del Canton Ticino. Accompagnato dal giornalista di PicenoOggi.it Pier Paolo Flammini e introdotto dal presidente di Piceno Tecnologie Andrea Pomozzi, Foa ha avuto modo di illustrare al numeroso pubblico presente in che modo molte tipologie di notizie, soprattutto in ambito di politica internazionale e nazionale, vengono preparate, a volte manipolate fino, in diversi casi, rivelarsi dei veri e propri falsi.

Dalle vicende in Ucraina, dove la “rivoluzione” dei presunti democratici nasconde invece la violenza dei neonazisti, all’eccezionale dispiegamento di tecniche di manipolazione dell’Isis, “degne di film hollywoodiani”, Foa ha spiegato con puntualità il lato nascosto dei meccanismi dell’informazione, concentrando l’attenzione sulla figura degli “spin doctor”, grandi esperti in tecniche di comunicazione, in psicologia e gestione dell’immagine soprattutto di uomini politici. “Dovrebbero essere funzionali solo in campagna elettorale, e invece entrano nelle istituzioni, guidano le scelte, indirizzano le politiche stesse solo in base ai ritorni in termini di comunicazione” spiega Foa. Il quale non ha mancato di ribadire le sue critiche all’assetto non democratico dell’Unione Europea e in particolare il ruolo negativo dell’euro.

“Gli incontri che realizziamo con la nostra associazione – ha terminato Andrea Pomozzi – hanno l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini verso tematiche di attualità e interesse pubblico che aiutino a comprendere anche le dinamiche della crisi che sta colpendo duramente Ascoli. Foa ci ha aiutato a capire come l’informazione contribuisca in maniera determinante a deviare l’attenzione della popolazione su aspetti secondari o del tutto fuorvianti rispetto al centro dei problemi”.

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