ASCOLI PICENO –  Scintille tra il Presidente della Provincia Paolo D’Erasmo e il Sindaco di Ascoli, Guido Castelli. La questione è relativa al reperimento di alcuni fondi che saranno a disposizione dell’Ente di Palazzo San Filippo.
In una nota il sindaco di Ascoli afferma che ” D’Erasmo suona la grancassa e comunica al mondo la buona novella del recupero di una somma importante, ben 2.840.000 euro, derivante da economie del “vecchio” patto per l’agricoltura e la pesca.
Il Presidente tuttavia si scorda di aggiungere qualche piccolo dettaglio e cioè che a salvare dalla perenzione quei fondi, lo scorso luglio, fu il sottoscritto. All’inizio dell’estate 2014 appresi da fonti ministeriali che un somma di poco inferiore ai tre milioni giaceva nelle casse romane del dicastero a causa dell’avvenuta messa in liquidazione della società Piceno Sviluppo”. Andai al Ministero e convenni con l’Ing. Martini che il Comune di Ascoli Piceno si dichiarava disponibile a curare la gestione del Patto in luogo della società in liquidazione, potendo ottenere contestualmente la disponibilità dei tre milioni che avremmo potuto utilizzare per opere infrastrutturali di interesse pubblico.
I soldi, in questo modo, sono stati salvati ma D’Erasmo – appena insediato – già nell’ottobre scorso intervenne a “gamba tesa” sulla procedura estromettendo il comune di Ascoli Piceno e sottraendo al nostro territorio la disponibilità di una somma che, nei miei intendimenti, poteva essere destinata al completamento del polo universitario, o alla la definitiva realizzazione della pista ciclopedonale Ascoli/San Benedetto.”
Continua  Castelli: “temo che D’Erasmo, se non sarà capace di cambiare rotta optando per una condotta più pragmatica, razionale ed istituzionale, rischi di portare la provincia in testa coda, o forse in bancarotta. Di questi tempi, dopo la riforma Delrio, è impossibile governare una provincia contro il capoluogo, un capoluogo che non può essere ridotto a bancomat di Palazzo San Filippo a causa degli autovelox distribuiti come tagliole sulle strade ascolane.”
Non si è fatta attendere la replica del leader di Palazzo San Filippo: “nessuna guerra con il Comune Capoluogo, ma c’è un’azione trasparente della Provincia nell’interesse generale di tutti i Comuni per mettere in sicurezza le strade, continuare ad erogare i servizi essenziali per la comunità locale come edilizia scolastica, tutela dell’ambiente ed urbanistica, cercando di salvare l’Ente Provincia dal default e attuare nel migliore dei modi il tortuoso percorso della riforma degli enti di secondo grado, salvaguardando il territorio ed i dipendenti. In appena 5 mesi, sono state reperite risorse certe per 7 milioni di euro recuperando vecchie entrate, tra cui quelle del Patto Territoriale e, stiamo cercando con l’impegno della struttura tecnica ed amministrativa dell’Ente di recuperare ulteriori risorse ex Casmez per 8 milioni di euro e sbloccare altri fondi Anas. Senza contare la difficoltà di dare sicurezza e credibilità ad un piano di riequilibrio ereditato dalla precedente amministrazione e non certo di facile attuazione. Non sono candidato a nulla, questo impegno lo conduco esclusivamente al servizio del territorio e Agatha Christie avrebbe le prove, e non solo gli indizi, per dimostrarlo”
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