ASCOLI PICENO – Tutela della spesa pubblica, lotta alle frodi, all’evasione fiscale, alla criminalità comune, organizzata ed economica, contrasto ai traffici illeciti. Sono questi i principali settori affrontati nello scorso anno dalla Guardia di Finanza di Ascoli Piceno che hanno colpito i maggiori e più insidiosi fenomeni che ostacolano la crescita e il regolare funzionamento dei locali mercati legali. Nell’ottica di favorire la tutela dell’economia legale a beneficio delle imprese rispettose delle regole e dei cittadini che hanno deciso di vivere nell’onestà, particolare attenzione è stata rivolta anche al contrasto della criminalità – sia comune, sia organizzata – e degli illeciti che, minando alla radice il tessuto socio-economico del territorio, impediscono alle imprese oneste di competere nel mercato.

In tale direzione è stata pertanto particolarmente intensificata anche l’attività sul versante delle “uscite”, con un’azione ispettiva che, nell’anno 2014, si è rivelata essenziale per assicurare il corretto impiego delle risorse statali e comunitarie, nella consapevolezza che prevenire e reprimere sprechi e abusi non può che contribuire a garantire un’erogazione di servizi più efficienti. In queste premesse, il consuntivo annuale 2014 del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno costituisce il quadro completo di un’azione sviluppata attraverso un complesso coordinato di attività investigative e di piani operativi mirati al contrasto dei più gravi fenomeni di illegalità economico–finanziaria che, anche attraverso l’esecuzione di 480 deleghe di polizia giudiziaria – per lo più conferite dalle Procure della Repubblica di Ascoli Piceno e di Fermo e al cui esito sono state denunciate 149 persone – è caratterizzato da risultanze che, nel loro complesso, traggono derivazione: dall’individuazione di 1.314 violazioni (300 di carattere penale e altre 1.014 di natura amministrativa); dalle verbalizzazioni operate nei confronti di 1.867 soggetti (di cui 492 denunciati a piede libero, 32 tratti in arresto e gli ulteriori 1.343 responsabili di illeciti amministrativi);  dal sequestro, anche “per equivalente”, di: 3 unità a prevalente destinazione commerciale del valore di 15,4 milioni di euro, 25 unità abitative per un valore complessivo di 2,7 milioni di euro e un immobile a destinazione speciale del valore di 450 mila euro; conti correnti con saldi attivi per 780 mila euro e depositi bancari per 225.000 euro; 18 autoveicoli, per un valore di 440 mila euro e 4 motocicli del valore di 110 mila euro; titoli nazionali per 150 mila euro e quote societarie per 118 mila euro; 31.431 mq. di terreni, per un valore di 70 mila euro; 1 yacht del valore di 70 mila euro.

Obiettivo prioritario per il Corpo, è stato perseguito mediante un’azione coordinata, articolata sull’esecuzione di indagini di polizia giudiziaria, su delega della magistratura, e di interventi ispettivi svolti autonomamente nel quadro di specifici piani operativi pianificati a livello centrale e, quindi, sviluppati in adattamento alle diverse realtà territoriali delle province di Ascoli Piceno e di Fermo – e tenendo conto delle rispettive dinamiche economiche – orientato a contrastare i fenomeni evasivi più pericolosi attraverso l’assoggettamento a tassazione delle masse impositive sottratte all’Erario e la segnalazione all’Autorità Giudiziaria dei responsabili dei reati fiscali, economici e finanziari, con proposte di sequestro per equivalente, finalizzate alla successiva confisca dei beni. Nel contrasto all’evasione rientra anche la lotta all’economia sommersa e al lavoro sommerso, finalizzata non solo al recupero delle risorse sottratte ai bilanci pubblici, ma anche ad arginare la diffusione dell’illegalità e dell’abusivismo nel sistema economico, a tutela delle imprese e dei professionisti che rispettano la legge, a garanzia delle prospettive di sviluppo sul mercato seriamente compromesse dalla concorrenza sleale di chi opera nell’illegalità. Un insieme di attività di polizia giudiziaria (esecuzione di 72 deleghe e di altre indagini d’iniziativa determinanti la denuncia di 146 persone per reati fiscali) e di polizia tributaria (esecuzione di 242 verifiche e 172 controlli fiscali) che ha consentito: la realizzazione di più operazioni di servizio di una certa significatività; l’attuazione di 4.767 controlli strumentali e su strada; la scoperta di 53 “evasori totali” e 29 “paratotali”; l’individuazione di 24 lavoratori “in nero” impiegati in 17 diverse realtà commerciali.

Con l’acuirsi della crisi economica, il corretto utilizzo delle risorse pubbliche di origine nazionale o comunitaria ha assunto un rilievo di centralità che ha sempre più affermato la necessità di assicurare un efficace dispositivo di controllo anti-frode dei flussi di spesa, del tutto speculare rispetto a quello previsto per la tutela delle entrate fiscali, conferendo attenzioni operative sulle più significative voci di spesa pubblica, dai contributi alle imprese di origine nazionale ed europea, ai finanziamenti del servizio sanitario nazionale alle risorse relative al sistema previdenziale. In termini di concretezza operativa, gli interventi del Comando Provinciale di Ascoli Piceno si sono concentrati sugli aspetti patologici individuati nel territorio e presenti nel variegato mondo della spesa pubblica, attuati con un’attività di controllo mirata a verificare il corretto impiego del denaro pubblico e ad individuare le potenziali distrazioni di fondi per finalità estranee agli scopi normativamente previsti oltre che, nei casi più gravi, ad impedire che i lavori e gli stanziamenti possano essere affidati, anche in via incidentale, a soggetti appartenenti o collegati alla criminalità. In questa cornice, gli interventi si sono prefissi, perseguendolo, il triplice obiettivo di accertare il quadro delle responsabilità, limitare e ristorare i danni subiti dalla collettività attraverso il blocco dell’erogazione di provvidenze non dovute e, infine, recuperare le risorse finanziarie mediante l’applicazione degli strumenti di sequestro contemplati dalle vigenti normative, con un’azione diversificata per oggetto, finalità e modalità operative, che ha riguardato: le indagini necessarie per disarticolare le forme più perniciose di frodi ai bilanci comunitario e nazionale condotte nei comparti: delle “Frodi comunitarie” (i cui 8 interventi, incentrati su 1.561.000 euro di contributi riferiti agli “Aiuti all’agricoltura”, hanno delineato indebite percezioni e connessi recuperi per 328 mila euro e la denuncia di 12 persone); degli “Incentivi nazionali e locali” (i cui 3 interventi, incentrati su oltre un milione di euro di contributi, hanno consentito l’individuazione ed il recupero di provvidenze per 450 mila euro); le altre 7 indagini di polizia giudiziaria condotte per effetto di individuate fattispecie dei “Reati contro la Pubblica Amministrazione”, (determinanti la denuncia di 15 persone e il sequestro di 6 immobili e valuta per un valore complessivo di 502 mila euro); il controllo sugli “Appalti pubblici” per 8,1 milioni di euro, di cui 5,3 milioni di euro risultati oggetto di assegnazioni irregolari, comportanti la denuncia di 2 persone; i controlli sulle “Prestazioni sociali agevolate” (61 interventi, di cui 28 irregolari, che hanno acclarato l’indebita percezione ed il relativo recupero di provvidenze per 8.300 euro); gli accertamenti sulla regolarità dei “Ticket sanitari” (20 controlli, di cui 11 irregolari, determinanti il recupero di 1.200 euro e la denuncia di 3 persone); gli accertamenti in materia di “Danni erariali”, caratterizzati da 14 interventi che, nel loro insieme, hanno comportato la segnalazione alla magistratura contabile di soggettive responsabilità in capo a 33 persone per un danno complessivo di 11,3 milioni di euro. Le suddette attività hanno risentito in termini costanti delle proficue interazioni con la stessa magistratura – attuate, in particolare, per “tracciare” le ipotesi di danno erariale in capo a funzionari o dirigenti incaricati nella gestione del denaro pubblico –, le cui deleghe, a questo livello conferite dalla Procura Regionale presso la Corte dei Conti di Ancona, si sono rivelate altamente tangibili nelle loro finalità, avendo infatti assicurato, nella loro esecuzione: l’ascrizione di precise responsabilità amministrative in capo a 15 persone; l’accertamento di danni erariali per 10,2 milioni di euro; in 11 casi, l’individuazione di connessi riflessi di carattere penale, comportanti il radicamento, presso le Procure della Repubblica, di specifici procedimenti penali in relazione a responsabilità ascritte a carico di 24 persone.

L’azione del settore è stata estrinsecata attraverso numerosissimi interventi aventi finalità preventive e repressive, pianificate sulla scorta delle esigenze di tutela del gettito assicurato all’Erario e la preservazione della correttezza del mercato. Gli interventi ispettivi, attuati anche con le peculiari metodologie idonee ad escludere le tipiche frodi del settore relative alla minore quantità dei carburanti erogati all’utenza, alla disconforme qualità merceologica degli stessi ed anche ai prezzi praticati, laddove diversi da quelli esposti, hanno condotto al sequestro di 380 chili di oli minerali e alla denuncia all’A.G. di 5 gestori di impianti.

Le attività del settore, attuata nelle precipue finalità di tutela: della fiscalità dei giochi, a garanzia del gettito complessivo derivante dalla raccolta; del mercato, contro forme di concorrenza sleale ai danni degli operatori onesti da parte di offerte clandestine, impedendo i tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata e condotte di riciclaggio di denaro sporco; dei consumatori, rispetto ad offerte di gioco illegali, insicure e prive di alcuna garanzia, sia sulla regolarità del gioco, sia sulle probabilità di vincita, tutelando le fasce più deboli, prime fra tutte i minori, è stata sviluppata attraverso indagini di polizia giudiziaria per la scoperta delle condotte fraudolenti più gravi e complesse, nonché con l’esecuzione di controlli di natura amministrativa svolti in forma autonoma e, in altri casi, in maniera congiunta nel più ampio quadro dei “Piani coordinati di intervento” eseguiti in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. I 63 interventi eseguiti nell’anno 2014 hanno determinato l’individuazione di 36 violazioni che hanno comportato la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 26 persone, 14 di queste in relazione all’esercizio del giuoco d’azzardo, il sequestro di 220 macchine, apparecchi e congegni meccanici, 8 stazioni informatiche, 6 “Totem” e 4 video-games per un valore complessivo pari a 178 mila euro.

Attraverso l’esecuzione di indagini di polizia giudiziaria e di quelle, ulteriori, di carattere patrimoniale, sono stati individuati e sequestrati beni e ricchezze riconducibili non solo a soggetti indagati o indiziati di gravi reati di diversa natura ma anche a responsabili di ripetuti delitti di natura economica e finanziaria, nonché ai loro prestanome, con recuperi di ingenti risorse a favore della collettività. A completare il quadro operativo s’interpone l’incessante attività di approfondimento delle segnalazioni sospette, dei controlli e delle ispezioni antiriciclaggio e di quelli sulle movimentazioni transfrontaliere di valuta, attività tutte finalizzate, da un lato, alla ricerca e alla repressione di fenomeni illeciti in grado di contaminare i circuiti legali dell’economia e di alterare le condizioni di concorrenza e la corretta collocazione e distribuzione delle risorse (quali, ad esempio, il riciclaggio, l’usura e il trasferimento fraudolento di valori, monitorati, in particolare, attraverso l’analisi dei flussi finanziari) e, dall’altro, a verificare il corretto adempimento degli obblighi antiriciclaggio, a prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario per movimentazioni di capitali di origine illecita. I 40 interventi annuali hanno determinato l’individuazione di 38 violazioni che, in materia di riciclaggio, hanno prodotto riflessi di natura sia penale (6 persone denunciate), sia amministrativa (distorsioni alla corretta applicazione della normativa antiriciclaggio per euro 450 mila), intercettandosi, altresì, in 4 occasioni, 134 mila euro di quella riferita alla disciplina valutaria, nel mentre l’azione a contrasto dell’usura è stata caratterizzata dalla segnalazione all’Autorità Giudiziaria di 6 persone ed il sequestro di beni per 157 mila euro, nel mentre quella rivolta ai reati fallimentari ha visto l’esecuzione di arresti nei confronti di 6 persone, il deferimento di altri 15 soggetti (6 dei quali coinvolti anche nelle responsabilità di reati societari e altri 2 in quelli di natura bancaria).

La ricostruzione della “filiera del falso”, dai canali d’importazione ai centri di abusiva produzione, dalle aree di deposito alle reti di distribuzione, dai mezzi di finanziamento alle ricchezze accumulate illegalmente dai responsabili, rappresenta per la Guardia di Finanza un obiettivo importante per contrastare tutte le forme d’illegalità che si nascondono dietro il commercio di prodotti contraffatti. La lotta alla contraffazione e all’abusivismo commerciale, sempre supportata da quelle contestuali sulla sicurezza dei prodotti e, in linea con l’approccio trasversale che connota qualunque servizio operativo del Corpo, nelle azioni di contrasto all’industria del falso viene assicurato il contestuale approfondimento di tutti i profili di illecito collegati alla contraffazione, quali l’evasione fiscale e contributiva, l’immigrazione clandestina, lo sfruttamento di manodopera, il riciclaggio e il reimpiego dei proventi illeciti– che, per le peculiari connotazioni e vocazioni del territorio, ha visto una particolare intensificazione nel periodo estivo lungo tutti i litorali piceno e fermano – è stata esperita con 144 interventi determinanti la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 141 persone ed il sequestro di 103.000 articoli, oltre a 228 chili di alimenti, di cui:  37.700 per contraffazione; 39 mila per la mancanza dei requisiti della sicurezza; 26.300 “piratati”.

Dal primo gennaio 2014, è attivo anche il “Sistema Informativo Anti Contraffazione” della Guardia di Finanza (“S.I.A.C.”), una piattaforma informatica plurifunzionale, per il supporto delle attività operative dei Reparti del Corpo e delle altre Forze di Polizia. Attraverso il sito internet https://siac.gdf.it, liberamente accessibile al pubblico, il sistema offre ai cittadini informazioni e consigli utili sul mondo della contraffazione e consente ai titolari dei marchi di concorrere fattivamente nel contrasto dei traffici illeciti sul territorio, mediante la condivisione di dati ed elementi utili per riconoscere i prodotti veri da quelli falsi.

Nel quadro della più ampia missione del concorso alla sicurezza interna ed esterna del Paese, la Guardia di Finanza assicura un’ampia azione di contrasto ai traffici illeciti che danneggiano la sicurezza e l’economia nazionale. In tale ambito, le indagini di polizia giudiziaria e le attività quotidianamente svolte anche attraverso l’ausilio delle unità cinofili hanno permesso al Comando Provinciale di eseguire 141 specifici interventi repressivi che hanno coinvolto 379 persone, 25 di queste tratte in arresto, altre 135 denunciate a piede libero ed ulteriori 219 segnalate alle Autorità Prefettizie quali “consumatori abituali”. Sul fronte dei sequestri, si annoverano 1,1 Kg. di droghe leggere (hashish e marijuana), n. 1.473 piante e semi di canapa e Kg. 2,8 di quelle pesanti (cocaina ed eroina); le attività hanno determinato anche il sequestro di 5 automezzi utilizzati per la perpetrazione del reato di spaccio delle sostanze stupefacenti, libretti di deposito e denaro contante per oltre 100 mila euro.

Il “Controllo economico del territorio”, che implica una pluralità di attività in grado di assicurare il costante presidio contro le diversificate forme di illegalità economica e finanziaria (quali, ad esempio, il lavoro nero, l’immigrazione clandestina, il contrabbando, il gioco illegale, la vendita di prodotti contraffatti e pericolosi ecc.) integra quello già messo in atto dalle altre Forze di polizia per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica. Viene sviluppato anche grazie al servizio di pubblica utilità “117”, un dispositivo che: trova le sue premesse nella necessità di corrispondere alle istanze di sicurezza economico- finanziaria manifestate con sempre maggiore diffusione dalla collettività; – viene attuato attraverso l’impiego annuale di 1.500 pattuglie automontate, nel costante coordinamento della Sala operativa del Comando Provinciale; garantisce il servizio su tutto il territorio delle province di Ascoli Piceno e di Fermo, assicurando una copertura 24 ore su 24.

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