ASCOLI PICENO – “Abbiamo chiesto al Prefetto di Ascoli Graziella Patrizi che faccia di tutto per accellerare in sede istituzionale e ministeriale la ripresa di un confronto diretto tra azienda e sindacati sul futuro dello stabilimento Prysmian. Non è più accettabile che i lavoratori siano usati come pedine in un gioco grande, mentre invece sono persone in carne e ossa.”

Parole di Francesco Bracciani, delegato Usb che oggi ha partecipato all’incontro che si è tenuto in Prefettura sul caso della fabbrica di cavi ascolana, a rischio di chiusura con il licenziamento di 120 dipendenti. “Dopo 50 giorni di presidio gli operai sono allo stremo – dice Bracciani – sia dal punto di vista fisico che economico, non percedendo salari o altri redditi. Occorre che a breve si torni a stabilire una data per un confronto al Ministero dello sviluppo economico, dopo due rinvii e situazioni ancora in sospeso . Perchè non esiste più la responsabilità sociale delle aziende ? ” Aggiunge poi il rappresentante Usb : “Il Prefetto Patrizi ci ha confermato oggi la sua disponibilità ad impegnarsi affinchè si riapra in ambito ministeriale una mediazione tra le parti, per trovare una soluzione alla vicenda. Noi auspichiamo anche per questo che il Gruppo Prysmian torni sui suoi passi, e riveda i progetti di chisura della fabbrica di Ascoli”.

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