ASCOLI PICENO – L’annosa questione dei parcheggi gestiti dalla multinazionale Saba, porta il M5S a prendere una posizione netta proponendo la risoluzione del contratto adducendo ad una eccessiva onerosità sopravvenuta a favore del suddetto ente gestore.

Ercole Matalucci, attivista del movimento, spiega che, dall’analisi dei documenti, vecchio contratto Parcheggi Azzurri – oggi Saba Italia, contratto Saba e bilanci anni precedenti, affidata allo studio legale Vecchiarino, ci sono elementi di squilibrio fra le parti per le quali si può chiedere la risoluzione del contratto in essere.
La prima azione da fare, secondo Matalucci, è quella di far rispettare gli accordi sui parcheggi blu tra Comune e Saba, inscrivendo gli spazi rimasti in zone blu rispettando quindi quanto previsto dal contratto evitando così al Comune di pagare i mancati introiti relativi ai suddetti spazi tuttora incompleti.

IntervieneUgo Spicocchi analizzando il contratto e affermando che si può procedere alla sua risoluzione per una eccessiva onerosità nei confronti dell’amministazione comunale: Si è venuto a creare uno squilibrio contrattuale, economico per il quale, come previsto anche dal codice civile, si può intentare una risoluzione contrattuale tramite un collegio arbitrale come prevede la clausola sottoscritta dalle parti per la quale qualsiasi soluzione di controversia si deve adire ad un collegio arbitrale”. La dimostrazione dell’assenza di equilibrio tra i versamenti dovuti dal Comune verso la Saba è presto detto: “I documenti parlano chiaro – prosegue Spicocchi – il Comune paga penali non previste, è limitato nei lavori di manutenzione in prossimità dei parcheggi blu, elementi che portano ad una eccessiva onerosità nei confronti delle casse comunali”.

Su queste basi, è convinzione del Movimento 5 Stelle che sia auspicabile intraprendere l’azione legale in quanto a fronte di una spesa processuale sostenibile, c’è la possibilità di giungere ad una sentenza favorevole che porterebbe alla riappropriazione dei parcheggi da parte del Comune.

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