SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un amore mai sbocciato quello tra l’Ascoli e Ciccio Graziani. Allenatore dei bianconeri per appena un’estate, l’attaccante del Mundial 82 venne esonerato da Costantino Rozzi prima dell’avvio del Campionato di B 1990-1991, che avrebbe successivamente riportato i marchigiani in massima serie sotto la guida di Nedo Sonetti.

“Credo sia stato l’unico caso di un esonero all’indomani di una vittoria”, ha dichiarato Graziani durante la tappa sambenedettese di Banca Generali – Un Campione per Amico. “Superammo il Giarre in Coppa Italia, ma litigai con Rozzi. Sbagliai io, coi presidenti bisognerebbe essere più rispettosi”.

Graziani si era ritirato dal calcio giocato due anni prima, ma nella sua breve esperienza da tecnico si era comunque messo in luce raggiungendo la finale di Coppa Uefa con la Fiorentina (persa con la Juventus). L’Ascoli sarebbe dovuto essere il palcoscenico della definitiva consacrazione, invece si trasformò in un’esperienza breve e fallimentare.

I dissidi tra l’allenatore e il presidentissimo furono immediati: “Faceva casino in panchina con questi calzini rossi”, ha ricordato Graziani. “Durante una partita venne l’arbitro, mi disse di mettermi seduto e che io e Rozzi facevamo casino. Mi rivolsi a Rozzi: stia bravo, lasci fare a me le cose, ci penso io a gestire la situazione, stia più tranquillo, stia più sereno. Mi rispose: Ciccio mi sa che uno dei due è di troppo in panchina. Da lì pensai che qualcosa non quadrava e infatti due settimane dopo mi mandò a casa”.

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