ASCOLI PICENO – “Le bugie di Allevi sui parcheggi hanno gambe molto corte, o forse non è l’hanno proprio. Da un ex sindaco mi sarei aspettato un po’ di dignitosa difesa del proprio operato. Capisco che la bocciatura subìta da parte del popolo ascolano bruci ancora ma dopo 15 anni anni sarebbe opportuno che l’amico Roberto elabori il lutto e si riconcili con i suoi errori. Allevi non dice che dopo la convenzione siglata al tempo di Cappelli ne interviene un’altra che modifica ed integra la precedente. È quella approvata dal consiglio comunale con atto n.81 del 29.9.1995, in piena e totale gestione del centro-sinistra di Allevi.” Così il primo cittadino ascolano, Guido Castelli replica all’ex sindaco, e attuale consigliere comunale, Roberto Allevi sulla questione “parcheggi azzurri”.  I due esponenti politici si sono scontrati ferocemente durante lo scorso Consiglio Comunale.

Prosegue Castelli: “È solo a seguito di questa delibera che il comune stipula le due convenzioni-capestro con la parcheggi azzurri ( convenzione a rogito Caserta Rep. 116068 del 28.12.96 per Torricella e del 28.2..1996 Rep. 109788 per l’ex GIL). Uno dei punti più devastanti di tutte tali convenzioni, approvate in via definitiva ed ultimativa dall’Amministrazione Allevi è proprio l’art.5 che vedeva il comune assumersi l’obbligo di sopprimere i parcheggi a superficie a pagamento e/o, in caso contrario di affidare alla parcheggi azzurri la gestione dei parcheggi stessi. Ma le responsabilità storiche dell’ex sindaco non finiscono qui. Il consiglio comunale governato da Allevi con deliberazione n.113 del 18.12 96 ratifica un aberrante serie di atti amministrativi che registrano l’irruzione della Parcheggi Azzurri di Ascoli anche nella vicenda relativa alle permute tra Asl e Comune per la realizzazione del poliambulatorio alla ex GIL. Una vicenda che avrebbe meritato e meriterebbe una vera e propria commissione d’inchiesta atteso che il Comune (atto a rogito notaio Caserta Rep. 118473 ” disciplinare per l’affidamento dei lavori di costruzione di palazzina con tunnel di ricollegamento annesso al parcheggio pubblico ex GIl”) riconosce alla Parcheggi Azzurri di Ascoli un compenso pari alla bellezza di lire 4.050.000.000 oltre IVA, per un prezzo – a grezzo – pari a lire 1.500.000 al metro quadro.”

Prosegue la nota del sindaco di Ascoli: “un valore non ottenuto dal computo delle opere da eseguire in base al progetto è totalmente incongruo per eccesso rispetto ai valori immobiliari dell’epoca. Un vero e proprio scandalo. Ma le colpe di Allevi non finiscono qui: l’8 ottobre del 1998 – poco prima che la giunta Allevi si spappolasse sotto il peso delle sue contraddizioni – il consiglio comunale approva con deliberazione n. 119 approva una convenzione integrativa “regolante la sosta a pagamento nel centro storico, in conformità al Piano Urbano del Traffico” approvato dallo stesso Allevi. In tale circostanza viene riconfermato il famigerato art.5 (con ampliamento del termine da 2 a 24 mesi per la cancellazione dei parcheggi a raso a pagamento) e si sferra il colpo finale alla Citta prevedendo: 1) l’affidamento della gestione dei parcheggi di superficie alla parcheggi azzurri al prezzo di lire 1.500 all’ora; 2) il rimborso al concessionario dei mancati utili rispetto alle previsioni dei piani economici e finanziari. Game over: scacco matto alla città. La storia della Saba nasce da qui. Queste sono le responsabilità storiche di Roberto Allevi, un amministratore che ancora una volta non comprende che in certi casi il silenzio è d’oro. Almeno quanto la gestione dei parcheggi.”

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