Un’altra volta il calcio viene messo sotto la lente di ingrandimento per questioni legate alle scommesse e alle partite truccate, solo tre anni fa le indagini della Procura di Cremona che riscrissero i campionati. Questa volta è la Procura di Catanzaro a far scoppiare la bomba, ennesimo scandalo che riguarda partite truccate in Lega Pro e in Serie D. L’Ascoli Picchio non è coinvolto nell’inchiesta.

La maggior parte delle squadre coinvolte sono club della Lega Pro anche impegnate in playoff e playout e alcune società di serie D.  Coinvolte nel giro di partite truccate sarebbero, tra le altre: Pro Patria, Barletta, Brindisi, L’Aquila, Neapolis Mugnano, Torres, Vigor-Lametia, Santarcangelo, Sorrento, Montalto, Puteolana, Akragas; San Severo.

La Polizia di Stato  martedì 19 maggio, ha dato il via all’operazione  per eseguire gli ordini emessi dai magistrati della Dda, la Direzione distrettuale antimafia, presso la procura di Catanzaro, gliindagati sono anche  presidenti, dirigenti di club e calciatori, attualmente 50 sono gli arresti e circa 80 le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta che trae origine da una cosca calabrese legata alla ‘ndrangheta. L’accusa: associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva.Fra i fermati anche un membro della cosca Iannazzo, potente clan della ‘ndrangheta lametina.

La Polizia di Stato ha eseguito arresti e perquisizioni in Calabria, Campania, Puglia, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche, Toscana, Liguria, Veneto, Lombardia. Il provvedimento di fermo è di circa 1200 pagine. Arresti e perquisizioni in 21 province italiane: Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Bari, Napoli, Milano, Salerno, Avellino, Benevento, L’Aquila, Ascoli Piceno, Monza, Vicenza, Rimini, Forlì, Ravenna, Cesena, Livorno, Pisa, Genova, Savona.Perquisizioni anche nelle Società di calcio.

Diramati pubblicamente i nomi, alle ore 11 nel corso di una conferenza stampa presso la questura di Catanzaro con il procuratore capo di Catanzaro Vincenzo Lombardo, il procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri, il questore Racca, il direttore del Servizio Centrale Operativo Renato Cortese, il dirigente della Squadra Mobile di Catanzaro Rodolfo Ruperti e il direttore della I Divisione Andrea Grassi.

 

 

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