ASCOLI PICENO – Fino a 50 anni fa la dieta degli italiani si basava essenzialmente sul pane, pasta, legumi, olio d’oliva, frutta e verdura. In pochi decenni le abitudini alimentari sono cambiate, con le innovazioni tecnologiche di conservazione si consumano più alimenti di origine animale trascurando l’introito della fibra ed altri nutrienti legati al consumo di alimenti stagionali.

Su come cambiano le abitudini alimentari nel territorio ascolano dal 1915 ad oggi, dunque, si incentra il terzo volume, edito dalla Confagricoltura e scritto dagli studenti dell’Istituto Alberghiero ed Agrario di Ascoli Piceno coordinati dal professor Emiliano Pompei, dal titolo “L’evoluzione delle abitudini alimentari picene dalla Grande Guerra ad oggi”. Nel libro, inoltre, viene focalizzata l’attenzione delle nuove generazioni sull’importanza di un corretto uso delle innovazioni tecnologiche applicate alla conservazione degli alimenti e come gli alimenti stagionali riescono a favorirne un corretto funzionamento dell’organismo e prevenzione di molte patologie di “nuova generazione”.

L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, per garantire una vita sana, raccomanda da sempre di mangiare frutta e verdura, ridurre grassi, zucchero e sale fornendo una serie di pubblicazioni per promuovere e sostenere stili di vita sani nei quali si ribadisce proprio l’importanza della Dieta Mediterranea basata principalmente su una varietà di alimenti vegetali, piuttosto che animali. La Dieta Mediterranea affonda le sue origini nella storia delle nostre tradizioni. Queste abitudini sono rimaste mantenute per secoli grazie alla grande disponibilità dei prodotti della terra del nostro territorio. La Dieta Mediterranea si basa principalmente su quello che avevamo a disposizione “quando non c’era il frigorifero”, ovvero una varietà di alimenti vegetali, piuttosto che animali come pane, cereali, pasta, riso o patate, introdotti a rotazione singolarmente, assieme a legumi quali fagioli, lenticchie e ceci e “all’occasione e all’occorrenza” consiglia di mangiare pesce e pollame sempre assieme a un’abbondante varietà di frutta e verdura, locale, fresca e stagionale, più volte al giorno, controllando e riducendo l’assunzione di grassi (non più del 30% dell’energia giornaliera) prediligendo ai grassi saturi il prezioso olio extra vergine di oliva.

Oltre allo scrupoloso lavoro di ricerca, che ha portato tra l’altro a riscoprire la vecchia tavola Peutingeriana che indicava le tappe per gli approvvigionamenti nell’impero romano, i ragazzi hanno raccolto interviste e testimonianze dirette di chi ha vissuto in prima persona i mutamenti nella propria dieta dalla Grande Guerra ad oggi.

 

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 113 volte, 1 oggi)