ASCOLI PICENO – Si svolgerà martedì 9 giugno 2015 alle ore 16.00 presso l’Auditorium Virgili della Carisap di Amandola, un importante incontro tra la Camera di Commercio Italo-Araba e gli imprenditori del Fermano, dell’Ascolano e del Maceratese per discutere sulle possibilità offerte dal mercato arabo.

L’imprenditore amandolese Mario Mancini, presidente nazionale della Camera di Commercio Italo-Araba, introdurrà il convegno a cui parteciperanno Roberto Dal Mas, direttore generale Banca dell’Adriatico, Sergio Marini consigliere delegato Camera di Commercio Italo-Araba, Giancarlo Cirillo servizio internazionalizzazione Banca Intesa S. Paolo, Bruno Bucciarelli presidente Confindustria Marche.

Il Consiglio dei ministri economici della Lega degli Stati Arabi, di cui fanno parte 23 nazioni: Algeria, Arabia Saudita, Bahrein, Comore, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Gibuti, Giordania, Iraq, Kuwait, Libano, Libia, Marocco, Mauritania, Oman, Palestina, Qatar, Siria, Somalia, Sudan, Tunisia, Yemen, ha conferito alla Camera di Commercio Italo-Araba una delega esclusiva per la vidimazione dei documenti di accompagnamento delle esportazioni italiane in tutti i Paesi dove essa è richiesta.

Durante l’incontro, gli imprenditori del territorio di Fermo, Ascoli e Macerata, avranno l’occasione di un confronto con gli enti promotori dell’iniziativa, e cogliere tutti gli aspetti legati ad una futura espansione nei mercati arabi. Questo appuntamento apre nuove prospettive sul piano economico per le piccole e medie imprese:“Ci sono ottime possibilità di lavoro nei mercati arabi, che sono in espansione, per le aziende del nostro territorio – dice Mancini – specialmente nei settori della meccanica, del tessile e dell’agroalimentare, ma c’è anche richiesta di trasferimento di know how e di formazione in molteplici settori. La Cciaa Italo-Araba può favorire, in diversi modi, le aziende per l’inserimento nei mercati dell’area di riferimento. Ma è anche importante puntare su filiere e forme di consorzi da parte delle piccole imprese, per avere maggiore penetrazione e sostenere con più forza l’internazionalizzazione”.

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