ASCOLI PICENO – Lo snellimento della macchina amministrativa pubblica è diventato uno dei punti fondamentali su cui costruire il futuro rilancio del sistema economico nazionale e locale: ancora di più in una fase storica di forte crisi in cui tutti sono chiamati ad importanti sacrifici tenuto conto della drastica riduzione delle risorse pubbliche disponibili,

“La  semplificazione di norme e procedure e la riorganizzazione dell’apparato pubblico, in un’ottica di riduzione complessiva della spesa pubblica, sono oramai diventate una necessità urgente ed indifferibile sia per i cittadini che per il sistema delle imprese”. Queste le riflessioni del Presidente di Confindustria Ascoli Piceno Simone Mariani che ha anche ricordato: ”Semplificare, razionalizzare, evitare duplicazioni e sprechi, liberando risorse pubbliche per investire di più e meglio sulla crescita e sullo sviluppo e per ridurre la pressione fiscale complessiva a carico della collettività: questi gli obiettivi che tutte le amministrazioni pubbliche dovrebbero oggi perseguire”.

Considerazioni formulate alla luce dei “Piani di razionalizzazione delle società partecipate” che gli enti locali dovevano approvare entro il 31 marzo – in base alle disposizioni introdotte dalla Legge di stabilità 2015 – e trasmettere alla Corte dei Conti.

“La riduzione delle società partecipate e degli enti pubblici intermedi, è un percorso obbligato per recuperare risorse pubbliche, da investire ad esempio in nuove infrastrutture, e perché no ridurre le tasse ad imprese e cittadini. Come affermato nei mesi scorsi dall’ex Commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, le società partecipate – afferma il Presidente Mariani – sono spesso fonti di sprechi e svolgono attività in ambiti diversi da quelli di utilità generale”.

“Secondo i dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria – continua Simone Mariani –  le amministrazioni pubbliche centrali e locali detengono in Italia quote in 7.712 organismi. Con oneri per i contribuenti che nel 2012 erano di 22,7 miliardi, circa l’1,4% del Pil.  Il 63,9% di queste non produce servizi pubblici. Con oneri complessivi per 12,8 miliardi. Molte società, dunque, non sono strettamente connesse al perseguimento di interessi pubblici, ma operano sul libero mercato invadendo spazi impropri. Altre società, pur essendo correlate al perseguimento di interessi pubblici, sono comunque inefficienti e sistematicamente in perdita. Non si può più andare avanti così”.

“I piani di dismissioni delle società partecipate presentati dagli enti locali , in ottemperanza  ad un obbligo di legge , rappresentano sicuramente un buon inizio verso un processo da noi fortemente sostenuto –  è il pensiero  del Presidente di Confindustria Ascoli Piceno, Simone Mariani –  ma non ci devono far abbassare la guardia. Vigileremo sulla concreta attuazione dei Piani operativi entro il 31 dicembre 2015 e inizieremo ad interloquire con le amministrazioni competenti affinché il processo di razionalizzazione coinvolga anche associazioni, fondazioni, consorzi, oggi non contemplati nella norma di legge”.

“Il sistema delle imprese auspica una vera e propria inversione di tendenza nella gestione della cosa pubblica: eliminare o quantomeno ridurre tutti i centri di costo impropri e improduttivi creati in tutti questi anni, recuperare il buono stato delle finanze delle amministrazioni pubbliche, liberare le imprese dai tanti, troppi lacci e lacciuoli, imposti dall’apparato pubblico e dagli enti intermedi. Prima che sia troppo tardi, sono indispensabili  – conclude  Mariani –  scelte drastiche e coraggiose, per snellire una macchina amministrativa elefantiaca non più allineata con le esigenze e le aspettative degli imprenditori”.

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