ASCOLI PICENO –  Prosegue la battaglia dei lavoratori Haemonetics  di Ascoli, che  hanno richiesto la proroga dell’utilizzo del container alla presidenza della provincia di ascoli per proseguire il presidio, ormai presente da più di 600 giorni.

Gli ex dipendenti sottolineano che in seguito alla lettera del 19 febbraio scorso sullo smantellamento dei macchinari, è stato evidenziato che soltanto uno di essi è stato effettivamente portato via (alla casa madre americana ndr)

Viene lanciato, inoltre, un nuovo appello alla nuova giunta regionale per un aiuto concreto. “La Giunta Spacca non ha mai considerato i lavoratori Haemonetics, così come il Sindaco di Ascoli, che qui non è mai venuto”dice Serena Fanini. “Ci rivolgiamo alla vicepresidente Anna Casini affinchè vengano presi contatti e fare squadra sulla questione”

Novità sul fronte indagini: il giudice ha deciso l’utilizzo delle intercettazioni per il proseguio del processo contro la multinazionale. ” Si parla di una chiusura fatta soltanto per business e non per mancanza di commesse. Oggi Haemonetics è in liquidazione, ma come mai vengono ancora pagati stipendi e le altre attività quando non dovrebbero esserci liquidi?” prosegue Serena Fanini.

I lavoratori invitano gli imprenditori a capire che il lavoro è un valore aggiunto e che l’attività si può rilevare.
Interviene anche Giuseppe Marucci dell’UGL: “I dipendenti sono tutti pronti a cessare la vertenza se si tornerà a lavorare. E’ doveroso chiarire alcuni punti con la casa madre americana e si ribadisce l’importanza della produzione locale delle sacche di sangue, una produzione vitale.”
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