OFFIDA – Farina 0, zucchero, acqua e anice. Tutti ingredienti di origine e produzione italiana. È stato ufficializzato il disciplinare del Funghetto di Offida che diventa finalmente una DE.C.O. (Denominazione Comunale di Origine). Il Consiglio comunale si espresso in merito e all’unanimità, durante la seduta straordinaria del 15 luglio e, data l’importanza rituale istituzionale dell’evento, il sindaco Valerio Lucciarini ha indossato la fascia tricolore.

“Un lavoro fatto dai pasticceri – ha introdotto il primo cittadino – che valorizza la storia dell’enogastronomia offidana. La De.C.O. è un punto di arrivo importante, fortemente voluto dall’assessore Roberto D’Angelo, ma anche un punto di partenza per altre DE.C.O”.

Proprio D’Angelo ha letto davanti a tutto il consiglio i 7 punti del disciplinare, precisando che il Funghetto è un prodotto esclusivamente offidano, tipico e genuino e un vanto dei fornai, che conservano la ricetta gelosamente di generazione in generazione. “E nel disciplinare – spiega l’assessore – si è rimasti sul vago riguardo le dosi degli ingredienti, per rispetto della tradizione offidana che implica il passaggio generazionale della ricetta”.

Una delle prime regole rimane che i prodotti che vengono elaborati nel territorio comunale di Offida. Nel caso di produzione effettuata fuori dal territorio comunale, il marchio DE.C.O. “Funghetto di Offida” può essere concesso, previa autorizzazione della  Commissione, ai funghetti prodotti da ditta avente sede legale in Offida, il cui titolare sia residente in Offida, e nel caso di Società, questa sia  composta dalla maggioranza dei soci residenti in Offida. “Insomma – precisa D’Angelo –  si deve dimostrare un legame molto forte con Offida”.

IL DISCIPLINARE

Gli ingredienti vengono mescolati al fine di formare un impasto consistente per formare delle palline che vengono fatte poi essiccare. In base alla durezza dell’impasto e alla cottura si differenziano le due tipologie del  Funghetto di Offida: il tradizionale, ha una massa più dura e le palline derivanti dall’impasto vengono cotte al forno aggregate atte a formare una rosetta di 15-20 cm di diametro. All’interno del forno le superfici delle palline devono rimanere chiare mentre l’interno fuoriesce e, cuocendosi assume la tipica colorazione bruna. Nella tipologia tradizionale l’anice deve essere utilizzato esclusivamente sotto forma di semi. Il Funghetto di Offida tenero deve essere prodotto con un impasto più morbido e le palline vengono cotte al forno singolarmente. Il prodotto che si ottiene è similare a un “piccolo fungo”. Nella tipologia tenero l’anice utilizzato nell’impasto può essere sia sotto forma di semi o anche di altre forme.

Cenni storici: Durante un assedio del XIV secolo le donne non avevano nulla da cucinare e nemmeno la legna per accendere il fuoco (perché utilizzata per le barricate). Proprio in quella occasione, per il sostentamento, le offidane si inventarono una ricetta, mischiando gli unici ingredienti che c’erano a casa: miele (poi sostituito con lo zucchero), farina e acqua (l’anice fu aggiunto in seguito), da far cucinare poco. Venne fuori un prodotto energetico che difficilmente si deteriorava, molto resistente e di lunga durata: il funghetto offidano.

Inoltre il marchio del Funghetto De.C.O. è l’unico logo che potrà essere utilizzato nella commercializzazione e nella promozione del prodotto e la Città di Offida è proprietaria del marchio.

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