ASCOLI PICENO – E’ già in viaggio verso le altre tappe del tour, percorre chilometri che lo portano verso nuovi orizzonti culturali ad esibire la sua musica che segue la sua anima introversa e riflessiva, indomita e ribelle e ne mostra le sembianze fulgide e dolci, appassionate e sferzanti che si rivelano al pubblico in un suggestivo contrappunto.

Il live di Piazza del Popolo ha dimostrato l’incredibile crescita artistica del compositore ascolano Dario Faini che si è schiuso con un repertorio di melodie colte per condurre l’ascoltatore nell’etereo e farlo sobbalzare con i ritmi minimalisti al limite con la musica concreta.
Un percorso sonoro evocativo sapientemente orchestrato dalle costruzioni tonali del pianoforte che scandiscono il cambiamento melodico in una progressione ritmica crescente a cui fa eco la velata armonia degli archi fino a giungere alla massima estensione con la complicità dei “rumori” vibranti della parte elettroacustica.

Dario Faini ci fa entrare nella sua dimensione rarefatta e ci mostra la forza dell’essenzialità dei suoni che riescono a penetrare nel profondo di ognuno di noi. La sua musica è introspezione in cui interagiscono solarità, malinconia e grande euforia con la digressione nella musica elettronica, aspra e vigorosa, che scatena la parte recondita del nostro io.
Un artista concettuale delle nuove avanguardie musicali che utilizza il suo sapere classico per innovare la sua arte in una forma più essenziale e al contempo enfatizza la melodia creando contrasti di suoni contemporanei che sfiora la noise e l’industrial e si concretizza nell’electro-ambient.

La tela immaginaria sulla quale si imprimono i suoni come disegni futuristici di Balla è resa dal dinamismo del gioco di luci del light designer Pietro Cardarelli che seguendo i cambi di ritmo e melodia hanno dipinto la texture di questo straordinario quadro duchampiano.

Un concerto, una manifestazione di arte contemporanea che evoca ricordi degli happening di Allan Kaprow e come allora anche sul palco di Faini si assiste ad una commistione tra l’arte della musica, la visual art e l’arte performativa della danza contemporanea eseguita dalla ballerina Michela Torquati sulle note di “Blonde Redhead”.

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