ASCOLI PICENO – L’annoso problema rifiuti è ormai storia di tutte le città italiane. Dibattiti, incontri, progetti, sanzioni, non sembrano portare a soluzioni di concreta efficacia. Siamo dei recidivi produttori di immondizia e insofferenti alle modalità della differenziata.
La spazzatura puzza ed è ingombrante, aumenta di volume nonostante l’impegno cittadino e dunque è necessario pianificare soluzioni.
L’amministrazione comunale di Ascoli avvalla la municipalizzata Ascoli Servizi Comunali e dà il via ad una avventura tra le vasche di contenimento di rifiuti non pericolosi. 1,2,3,4,5 vasche vengono costruite nella vallata compresa tra i Comuni di Castel di Lama e Appignano del Tronto in località Relluce. Si saturano le prime due e vengono chiuse definitivamente, ma le restanti tre oggi non sono più in grado di adempiere al loro compito. Si provvede così all’acquisto di un nuovo lotto di terreno per la realizzazione della sesta vasca.
Ed è proprio su questo punto che interviene con forza il Partito Democratico.

Sulla “vicenda Relluce” si sono scritte pagine di cronaca denunciando le problematiche tecniche del sito, un terreno morfologicamente poco adatto a cui si aggiungono i monitoraggi dell’Arpam per la presenza di sostanze come cloruri e solfati, indicativi di una scorretta attività di discarica nella sistemazione dei rifiuti e del trattamento del percolato.
Il Partito Democratico, a questo punto, si interroga sulle motivazioni di acquisto di terreni adiacenti a quelli già interessati dalle vasche, per la messa in opera del nuovo sito di smaltimento.
“Martedì presenteremo una interrogazione al Sindaco sull’acquisto del sito di Relluce – apre il dibattito la Consigliera Provinciale e Consigliera Comunale del PD Valentina Bellini – Chiederemo sostanzialmente tre cose: quali valutazioni tecniche preventive sono state fatte per determinare l’acquisto dell’area che ammonta a 850.000,00 euro; Perché non è stato fatto l’esproprio dei terreni dove verrà costruita la sesta vasca; quale impatto avrà un eventuale, non auspicabile, default dell’Ascoli Servizi Comunali sul bilancio comunale”.

Per il Partito Democratico sono necessari dei chiarimenti su questo ingente investimento che, secondo loro, non trova delle rispondenze reali. L’area interessata presenta gravi criticità, come ne è prova l’installazione di barriere a protezione dell’intero sito a causa di uno smottamento del terreno; al momento non c’è la certezza della proprietà a causa dell’assenza dell’esproprio dei terreni e l’ipotesi di un fallimento dell’Ascoli Servizi Comunali porterebbe alla non solvenza del credito nei confronti del Comune che si ritroverebbe con un sostanziale buco di bilancio.

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