ASCOLI PICENO – Il paesaggio naturalistico che enfatizza la bellezza della città di Ascoli Piceno è uno straordinario patrimonio dell’uomo il quale dovrebbe usare le dovute accortezze per mantenere l’integrità del luogo che la natura ha generosamente donato.
Il concetto di bene comune di cui autorevoli filosofi, a partire da Tommaso D’Aquino, hanno proferito svariati enunciati, si può riassumere nella proprietà collettiva di un bene che diventa condivisibile da tutti e appartenente a tutti. La cura e il rispetto del bene protraggono nel tempo i suoi benefici e la sua fruizione.

Accade spesso, però, che l’educazione civica sia impotente al cospetto di ataviche usanze popolari di depauperamento di beni comuni come il rigoglioso scorcio naturale lungo il torrente Castellano a ridosso della città.
Azioni incuranti di conseguenze gravi per la collettività come la insana pratica di approvvigionarsi di legname lungo l’alveo del torrente che, ricordiamolo, è legato all’azione della diga di Talvacchia e la sua portata d’acqua è irregolare e sensibile ai mutamenti climatici, e comportamenti irresponsabili hanno portato ad una allerta da parte dell’Enel, gestore della diga, con la presentazione di un esposto alla Prefettura di Ascoli Piceno con il quale si richiedeva un intervento delle autorità locali.
L’interessamento da parte dell’amministrazione comunale e azioni di vandalismo circoscritte alla “zona balneare” del torrente hanno impensierito sia i cittadini amanti delle acque limpide e refrigeranti del Castellano che i volontari dell’associazione “amici del Castellano” che da anni si occupano della manutenzione dell’alveo e del paesaggio circostante.

Anche Italia Nostra – sezione di Ascoli Piceno – si è aggiunta al coro di coloro che auspicano che questo meraviglioso torrente appenninico rimanga fruibile a tutti per godere di giornate a contatto con una natura incontaminata all’interno della città.

Di seguito il comunicato di S.W. socio di Italia Nostra – sez. di Ascoli Piceno
“Non toglieteci il nostro mare” è stato il grido disperato letto giorni or sono sulla cronaca locale di alcuni giornali, lanciato da cittadini che si ritrovano nell’associazione “Amici del Castellano”. Gli ascolani hanno sempre avuto una predilezione per i fiumi che attraversano e abbelliscono la loro Città, che poi non pochi di essi, li preferiscono al mare non è una novità. Li hanno sempre frequentati perchè vi trovano un ambiente salubre, ampi spazi, la piacevole possibilità di percorrervi sentieri tra il sole e 1’ombra di salici e pioppi.
I fiumi li frequentiamo oggi per sfuggire la calura di agosto dicono i soci dell’Associazione ma, a metà del secolo scorso erano utili anche per il lavoro che davano alla Città. Basta ricordare l’attività che svolgevano le lavandaie di Castel Trosino, il lavoro dei “renaruoli” che con i muli vi prelevavano sabbia dalle rive per i cantieri edili della Città e, quello che ne traevano gli appassionati “fiumaroli” che pescando, procuravano una risorsa alimentare per la famiglia. Il tempo è trascorso ed il modo di vivere, per fortuna è cambiato.
Oggi, un gruppo di cittadini seguendo la loro passione, armati di quella virtù rara di cui ci riempiamo tutti la bocca che chiamiamo volontariato, hanno intrapreso sul torrente, nei pressi della Cartiera Papale, la pulitura di anse e tratti di riva rendendole gradevolmente frequentabili e, a loro dire, preferendole a quei luoghi turisticamente pubblicizzati, terribilmente degradati e, ingiustamente costosi. Un lavoro veramente encomiabile quello intrapreso da favorire ed incoraggiare.
Molti sono i cittadini che le frequentano queste “spiaggette” chi per riposarsi del lavoro settimanale e chi sportivamente, per tuffarsi dalle cascate che si susseguono su quel tratto di fiume. L’Amministrazione cittadina non deve ignorare questa significativa realtà che non cerca contributi, anzi, poiché è a costo zero, dovrebbe farne oggetto di visite di incoraggiamento dando all’Associazione la certezza di essere conosciuta non solo dagli ascolani ma anche dagli Amministratori della Città.
S.W. socio di Italia Nostra

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