MONSAMPOLO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo una nota dell’amministrazione di Monsampolo del Tronto.

Il 3 settembre 2015 può considerarsi una data importantissima per un piccolo Comune come quello di Monsampolo del Tronto, che avverso la decisione unilaterale di Poste Italiane di chiudere l’ufficio postale nel centro storico, ha presentato ricorso al TAR Marche, chiedendo l’immediata sospensione del provvedimento, la cui esecuzione era stata fissata dall’Azienda per il 7 settembre prossimo.

Il Presidente Franco Bianchi ha accolto la domanda limitatamente all’istanza di misure cautelari provvisorie, disponendo il mantenimento dell’apertura dell’ufficio fino all’udienza di discussione, fissata per la camera di consiglio dell’8 ottobre 2015.

Primo ed unico Comune delle Marche ad avere presentato ricorso, almeno ad oggi, Monsampolo del Tronto, ha pensato, come promesso alcuni giorni orsono dal Sindaco Pierluigi Caioni e dalla sua maggioranza al completo, di non lasciare nulla di intentato. Tutto è stato fatto, poi, con estrema urgenza: lunedi scorso è stato conferito mandato allo Studio Legale dell’avvocato Salvatore Menditto di Ancona, il quale già giovedi ha presentato il ricorso, al quale ha fatto seguito, nella stessa giornata, il Decreto del Presidente Bianchi.

Contro ogni pronostico, visti i 455 provvedimenti di chiusura di uffici postali previsti unilateralmente da Poste Italiane su tutto il territorio nazionale col suo “piano di razionalizzazione”, Monsampolo del Tronto ha ottenuto, al momento, almeno il rinvio della chiusura di un mese.

In buona sostanza, lunedì 7 p.v. l’ufficio postale del centro storico non verrà chiuso.

Il Presidente del TAR ha disposto una sospensione urgente” – spiega l’Avv. Menditto – “senza ricevere le difese dell’Ente Poste, ritenendo sussistenti le condizioni di estrema gravità ed urgenza, atteso che la chiusura era stata disposta per il 7 settembre prossimo. Lo stesso, come riportato nel decreto, ha quindi considerato prevalente l’interesse dell’utenza al mantenimento dell’operatività dell’ufficio rispetto a quello opposto, connesso ad esigenze di contenimento dei costi, di disporne la chiusura. Questo, almeno, fino alla prossima udienza del 8 ottobre 2015, all’esito della quale il TAR deciderà se confermare o meno la sospensione concessa inaudita altera parte”.

Il provvedimento di soppressione viene contestato, principalmente, in quanto non avrebbe osservato i criteri previsti dal D.M. Scajola del 2008, che fissano dei limiti alla chiusura degli uffici postali, in ragione della percentuale della popolazione servita e della distanza degli utenti dagli stessi. “Al di là degli aspetti tecnici” – precisa il legale – “il Comune lamenta la mancanza di un preventivo confronto con Poste Italiane,  che pure era stato richiesto, soprattutto a seguito della disponibilità manifestata dallo stesso a coprire i costi di affitto e delle utenze dell’ufficio, pur di mantenere aperto il servizio per i residenti”.

Il Sindaco ha rilasciato questa dichiarazione:

Siamo perfettamente consci che quello ottenuto è solo un successo parziale nella difesa dei diritti dei nostri concittadini e delle fasce più deboli degli stessi che avrebbero un danno enorme dalla chiusura dell’ufficio postale nel centro storico, un ufficio postale che serve un territorio di oltre 1100 cittadini tra il centro storico e le zone limitrofe.

Non è concepibile come Poste Italiane, senza tenere conto delle esigenze di anziani, pensionati, disabili e cittadini non dotati di mezzi propri, possa chiudere indiscriminatamente ed unilateralmente un servizio pubblico che riveste innegabilmente in taluni casi anche carattere di utilità sociale.

Il nostro territorio è particolare, aggiunge il Sindaco, presentando il centro storico sulla collina e la frazione più popolosa di Stella, ubicata in pianura un dislivello di circa 170 m ed una distanza, percorrendo la provinciale che unisce gli uffici postali presenti nei due centri abitati, pari a circa 2,80 km.

Proprio di questa configurazione orografica, non si può non tener conto nella stesura di Leggi che non dovrebbero essere promulgate senza una riflessione attenta sulla conformazione del territorio, in quanto noi siamo certi che la casistica Nazionale prevede altre situazioni simili a quella Monsampolese. Ringraziamo il Prof. Menditto per la disponibilità e per il lavoro di assoluta urgenza svolto per il nostro Comune ed anche il Presidente del TAR Marche Dott. Franco Bianchi per la sensibilità dimostrata. Siamo certi che prevarranno le ragioni dei nostri Concittadini e del buon senso e confidiamo che anche dopo la Camera di consiglio dell’8 Ottobre p.v. l’ufficio postale del nostro centro storico potrà restare aperto.”

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