ASCOLI PICENO – I carabinieri del dipendente Nucleo Operativo e Radiomobile di Ascoli Piceno (a conclusione di una indagine condotta con appostamenti, servizi di osservazione e pedinamenti) nel pomeriggio di mercoledì 23 settembre traevano in arresto un giovane perché ritenuto responsabile del reato di estorsione.

I fatti conclusasi con l’arresto del giovane, sono iniziati nell’estate appena trascorsa. Infatti due fidanzati avevano deciso di sposarsi alla fine di agosto. Però la sposa, casualmente, scopre che il suo futuro marito la tradiva con la sua migliore amica a questo punto la ragazza dopo una discussione piuttosto accesa prende la decisione di interrompere la relazione.

L’accaduto, forse volutamente oppure no, arriva alle orecchie del fidanzato della migliore amica della futura sposa che aveva procurato la rottura del matrimonio e quindi interrompe anch’egli la relazione amorosa. Quest’ultimo, mosso dal risentimento, ha avuto la cattiva idea di punire colui che aveva tradito la sua amicizia e avrebbe potuto fruttargli dei profitti. Infatti, simulando persino un fantomatico rapporto di lavoro, l’estorsore chiedeva una somma pari a 10 mila euro per evitare di rivelare tutto ai due nuclei familiari.

Alla luce delle rimostranze della vittima accertava un “congruo” anticipo di 1500 euro, avendo addirittura la malizia di richiedere che tale somma gli fosse consegnata tramite assegno bancario perché nella sua convinzione avrebbe meglio mascherato l’estorsione come il pagamento di una prestazione lavorativa in realtà inesistente. All’appuntamento oltre alla vittima erano presenti i carabinieri che hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato.

In sede successiva le risultanze investigative prodotte, tra le quali un gran numero di messaggi telefonici dai toni minacciosi nonché mail che ben spiegavano come l’estorsore volesse giustificare la somma quale proventi  “di lavoro”,  hanno consentito all’autorità giudiziaria non solo la convalida dell’arresto in flagranza ma anche l’emissione di una apposita ordinanza di custodia cautelare al fine anche di evitare che il soggetto potesse reiterare il comportamento minaccioso nei confronti della vittima.

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