ASCOLI PICENO – I cambiamenti nell’illuminazione pubblica del comune di Ascoli Piceno sta occupando le pagine di tutti i quotidiani locali raccogliendo il diffuso malcontento popolare. Il fascino antico della luce gialla attraverso le lanterne pubbliche è stato soppiantato da moderne luci led a risparmio energetico dalla luce bianca che sta creando perplessità nei cittadini.
La scelta dell’amministrazione comunale sul nuovo assetto di illuminazione pubblica non convince gli ascolani e ha fatto sorgere molti interrogativi anche al Movimento 5 Stelle che ha iniziato ad approfondire la questione.

I consiglieri Giacomo Manni e Massimo Tamburri si stanno adoperando, con una petizione on-line e cartacea, affinchè venga effettuata una più accurata riflessione sulla scelta del Comune di installare luci a led di colore bianco e con un irraggiamento della luce in modo verticale e quindi circoscritta ad un perimetro molto limitato producendo una sostanziale poca visibilità.
Gli interrogativi scaturiscono dal fatto che, a fronte di autorevoli indicazioni sull’arredo urbano presentate nel “Manuale Design per lo spazio pubblico della città di Ascoli Piceno” dall’Università di Architettura e Design di Camerino in collaborazione con l’amministrazione comunale, ai pentastellati non risulta nessuno studio illuminotecnico che stabilisca i parametri per l’illuminazione pubblica sia per le caratteristiche architettoniche della città che per una adeguata visibilità notturna.

Il manuale, nella parte riservata alle schede tipologiche, in merito all’illuminazione pubblica specifica le linee guida da seguire in merito ai pali, al corpo illuminante e all’intensità luminosa proponendo un’ammodernamento, per un risparmio energetico, con luci led, adeguate al contesto urbano e nel rispetto degli indici illuminotecnici previsti dal codice della strada.
“Disposizioni per sostituzione/integrazione/nuova progettazione illuminazione assi viari.
Risulta opportuno aggiornare la tipologia a braccio artistico con lanterna alla tecnologia a led con sistema di retrofitting. I fari rappresentano una tipologia ormai superata se ne consiglia la sostituzione con elementi illuminanti a risparmio energetico previo studio illuminotecnico e di fattibilità.
I sistemi di illuminazione stradale debbono essere adeguati per tipologia, per distribuzione e per intensità di illuminazione alla tipologia varia. Le linee di alimentazione elettrica e le conseguenti apparecchiature di servizio dovranno trovare attento sviluppo e collocazione; la qualità della luce oltre a garantire la visibilità ambientale deve essere volta alla valorizzazione dell’architettura e dell’insieme; sono richiesti alti coefficienti di luminanza media con luce dall’alto compresa tra 15 e 30 lux tali da permettere ai conducenti di autoveicoli a velocità medie consentite una continua visibilità ed un effetto colorico luminoso non abbagliante. In corrispindenza dei passaggi pedonali deve essere garantita una luminanza edia sulla carreggiata di almeno 2cd/mq. Inoltre devono essere ben illuminati anche i due punti terminali del passaggio pedonale. Nelle zone pedonali interessate dal transito veicolare l’intensità nominale dell’illuminazione deve essere almeno di 120lux.
Non è consentito l’illuminazione di corpi illuminanti senza un preventivo studio illuminotecnico. Si rimanda al codice della strada per la definizione degli indici illuminotecnici minimi da garantire per le diverse situazioni”. (Pagg. 46 e segg. – parte seconda –schede tipologiche).

E’ proprio su questa problematica che si focalizza l’attenzione di Tamburri e Manni che hanno intrapreso una meticolosa ricerca e consultazione per fare chiarezza su questa scelta di illuminazione che tanto fa discutere.

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