ASCOLI PICENO – All’avvicinarsi della chiusura di anno, per i soggetti giuridici è tempo di bilanci. La Provincia ha redatto uno schema di Bilancio di Previsione 2015 che verrà sottoposto all’esame del Consiglio Provinciale e all’Assemblea dei Sindaci e dal quale si possono desumere le strategie economiche per sanare una perdita d’esercizio pari a 34 milioni di euro.

“Sono stati fatti notevoli sforzi per impedire il fallimento. Ad oggi possiamo accertare che siamo giunti ad un equilibrio che ci permette di guardare al futuro con più consapevolezza sulle reali somme che compongono le voci di bilancio. In un anno abbiamo recuperato 16 milioni e 200 mila euro che hanno contribuito a ridurre il rischio di dissesto ereditato dalle gestioni precedenti”. Così il Presidente Paolo D’Erasmo spiega la lotta quotidiana per mantenere efficiente un apparato che la riforma della legge Del Rio ne ha modificato struttura, oggi la Provincia è giuridicamente “ente territoriale di area vasta”, alcune funzioni e imposto un regime di spesa corrente molto più contenuto.

Dal 1º gennaio 2015 l’assetto istituzionale degli enti locali italiani è stato modificato con la creazione di Città metropolitane guidate dai sindaci dei territori (Roma, Torino, Milano,Venezia, Genova Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria), con enti snelli per l’area vasta provinciale: le province diventano “enti territoriali di area vasta”, con il presidente della provincia eletto dai sindaci e dai consiglieri dei comuni della provincia.
Per quanto riguarda l’aspetto finanziario di tutte le Province italiane, la legge impone un risparmio di 1.000 milioni di euro per l’anno 2015, di 2.000 milioni di euro per l’anno 2016 e di 3.000 milioni di euro a partire dall’anno 2017. Non solo, impone anche le direttive per giungere a tali quote di risparmio, come ad esempio, la graduale attuazione dei processi di mobilità del personale, definiti dalla legge 56 del 2014 ai commi 420 e 428, l’estinzione dei rapporti di lavoro in relazione alle cessazioni dal servizio (pensionamento) e divieti in materia di assunzioni a tempo indeterminato, di stipula di rapporti di lavoro flessibile e di incarichi di consulenza (Commi 418 e segg. Legge di stabilità).

La situazione finanziaria attuale dell’ente permane nella morsa del debito pregresso a cui si è aggiunto un “extradeficit” di 19 milioni e 500 mila euro che sarà colmato con quote annue di 650.000 euro nell’arco di 30 anni. Per affrontare un efficace risanamento e dare al cittadino i servizi più rilevanti per una efficiente quotidianità, “la squadra” della provincia ha individuato i cospicui crediti mai riscossi (risalenti al periodo dell’unione delle province di Ascoli e Fermo) pari a 2,1 milioni, ha lavorato e ottenuto contributi regionali di 3 milioni di euro, contributi per calamità alluvionale di 1,5 milioni, 3,5 milioni quali recupero contributi ex Casmez e 2,6 milioni quali fondi del Patto Territoriale Agricoltura e Pesca.
Sono previsti investimenti complessivi sul territorio per 4,2 milioni di euro destinati all’ampliamento e manutenzione delle scuole della Provincia e la riqualificazione del Sacrario Partigiano.
I conti non sono ancora in ordine e le misure previste per proseguire nel lavoro di pareggio di bilancio includeranno anche l’attuazione dei provvedimenti di legge riguardante i tagli al costo del personale, portare a buon fine le operazioni di vendita di immobili (Hotel Marche), operare in modo più efficace sulla raccolta differenziata.

Il deputato PD Luciano Agostini e la Consigliera provinciale Valentina Bellini nel rimarcare l’impegno profuso dal presidente D’Erasmo per aver assunto azioni che hanno portato ad un equilibrio di bilancio, non mancano di sottolineare come l’amministrazione comunale non abbia mostrato segni di cooperazione nel bene del territorio, ma ostacolato in varie occasioni iniziative rivolte alla società. “Nella nuova concezione delle Province prevista dalla riforma Del Rio – spiega il Presidente – l’ente deve essere al servizio del territorio, essere la “casa dei Comuni” e coinvolgere le amministrazioni comunali con una assistenza tecnica. Diventare più ente coordinatore che ente gestore”.

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