ASCOLI PICENO – Il Presidente della Provincia di Ascoli e Presidente dell’Ata rifiuti Paolo D’Erasmo interviene, con una nota per ricordare l’importanza “di incrementare la raccolta differenziata: qualsiasi soluzione per superare l’emergenza rifiuti a costi accettabili passa, infatti, inevitabilmente per questa strada obbligata. La realizzazione della sesta vasca di Relluce presenta gravi problemi ambientali e criticità e lo dimostra il parere tecnico negativo reso dall’Arpam, fatto proprio dall’Assemblea dell’Ata che ha espresso la propria contrarietà a questa soluzione. D’altra parte, più volte, è stata sollecitata dalla Provincia anche con provvedimenti di diffida, finora inutilmente, la copertura delle vasche della discarica di Relluce già esaurite che consentirebbe miglioramenti per la tutela dell’ambiente con particolare riguardo all’emissione di miasmi.”

Il Presidente della Provincia, sottolinea “come recentemente evidenziato nell’iniziativa di Legambiente sui Comuni Ricicloni, nel 2014 la raccolta differenziata della nostra Provincia è stata pari a circa il 56%, la più bassa in ambito regionale e, tra gli enti locali del territorio, proprio il Comune di Ascoli Piceno è stato il fanalino di coda con una raccolta del 44%. Se riuscissimo a centrare l’obiettivo di portare la differenziata vicino al 70% riusciremmo ad abbattere notevolmente i costi di smaltimento dei rifiuti e per i sindaci potrebbero aumentare le opzioni e le possibilità di scelta per individuare modalità sostenibili dal punto di vista economico ed ambientale. Entro dicembre devono essere esaminate dall’Assemblea dell’Ata tutte le possibili soluzioni: da quella di smaltire nella discarica presente nel territorio provinciale, conferire i rifiuti a Fermo, oppure dirottarli in altri inceneritori esistenti in Italia o addirittura, come proposta da qualche amministratore comunale, trasferirli all’estero.

Infine, “sulla questione inceneritori tengo a precisare che il Piano regionale dei rifiuti non li prevede quindi mi riferisco a inceneritori esistenti in siti idonei e già funzionanti in altre regioni, non parlo quindi di nuovi inceneritori nel territorio Piceno e preciso ciò a scanso di qualsiasi fraintendimento e diversa interpretazione. Comunque, ripeto e ribadisco, che qualsiasi soluzione venga adottata essa è imprescindibile da un potenziamento netto della raccolta differenziata che deve passare progressivamente al 70%. Solo così sarà possibile conciliare l’esigenza di tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e, nello stesso tempo, favorire le imprese valorizzando la vocazione turistica ed agricola della nostra provincia.”

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