ASCOLI PICENO – Ancora Banca Marche. Il consigliere regionale di Forza Italia Piero Celani non “molla la presa” sul tema caldo per tanti marchigiani, ovvero il “salvataggio” di quattro banche tra cui Banca Marche, oltre a Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Etruria e Carichieti, che hanno comportato l’azzeramento o la pesante svalutazione dei risparmi per 100 mila italiani. L’evento ha coinvolto 40 mila marchigiani, 35 mila toscani, tanti abruzzesi “che avevano creduto in queste banche e che dopo giorni e settimane di angoscia si sono ritrovati con un pugno di mosche; con della carta straccia in mano grazie all’intervento voluto dal Governo Renzi che ha messo a punto un salvataggio da 3,6 miliardi di euro, penalizzando, ancora una volta, i piccoli risparmiatori”.

Secondo Celani “dopo il danno tutti i soggetti interessati, in un affannoso scaricabarile, dicono di voler correre ai ripari” ma “allora la Politica, le Istituzioni, le associazioni di categoria e i sindacati si adoperino tutti insieme affinché il Decreto venga modificato in Parlamento, così come sta adoperandosi l’Onorevole Deborah Bergamini (Forza Italia) con una serie di sub-emendamenti alla Legge di Stabilità, con lo scopo di salvaguardare almeno i possessori di obbligazioni subordinate, che non erano e non sono, assimilabili a capitali di rischio”.

L’ex sindaco di Ascoli ravvisa timori nello stesso Renzi che “si è forse reso conto degli effetti tragici dell’intervento governativo” e attraverso il vice ministro dell’Economia fa sapere che “il Governo è consapevole che almeno ad una parte dei risparmiatori coinvolti, la natura dello strumento dell’obbligazione subordinata poteva non essere perfettamente nota”.

“E  mentre il Governo è consapevole, il governatore Ceriscioli, quello che rispondendo in Consiglio Regionale ad una interrogazione disse: Cosa ne sapete di cosa ho fatto sotto traccia per Banca Marche? e ancora Voi non sapete come mi sono mosso, se anche altri hanno la vostra idea, vuol dire che mi sono mosso con discrezione, continua imperterrito a sostenere che Il provvedimento messo in campo dal governo per il salvataggio di Banca Marche permetterà alla banca di poter ripartire con fiducia e rilanciare l’istituto di credito senza utilizzo di fondi pubblici e dunque dei contribuenti – scrive Celani – 

“Rilanciare la Banca delle Marche? Senza utilizzo di fondi pubblici e dunque dei contribuenti? Ma perché i 40mila marchigiani senza più i loro risparmi chi sono? Cittadini svizzeri? Magnifica la sua dichiarazione riportata in un lancio d’agenzia: Da oggi – dice Ceriscioli – abbiamo di nuovo una banca ricapitalizzata, forte, nel pieno delle sue capacità operative, in grado di sostenere imprese, cittadini nei loro bisogni. Qualcuno dica a Ceriscioli che anche il suo partito si è reso conto della tragicità dell’operazione e sta cercando dei correttivi. Cominci ad allinearsi dunque e calarsi nella realtà di quelle decine di migliaia di marchigiani che con il suo muoversi discretamente, si sono ritrovati discretamente più poveri” termina la nota.

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