ASCOLI PICENO – “Le leggi per i nemici si applicano mentre per gli amici si interpretano”. Si è ispirato a Giolitti il Presidente della Provincia D’Erasmo quando oggi – nel corso dell’assemblea dei soci della Start SPA, ha escluso che l’azione di responsabilità a tutela del patrimonio aziendale si esercitasse anche nei confronti del Consiglio di amministrazione in carica sino al 31.12.2010.” Così il sindaco di Ascoli, Guido Castelli attacca il Presidente della Provincia Paolo D’Erasmo sulla questione Start.
“Tutto ciò con sorprendente noncuranza rispetto a due certezze oggettive che ho contestato al Presidente della Provincia e precisamente:  che i crediti “sospetti” maturati dalla Start prima dell’insediamento di Antonini ammontasse già ad euro 544.000 (su 864.000 euro complessivi), che l’avv. Archimi, nel suo recente parere rilasciato alla Start, ha ritenuto “evidente” ed inequivoca la responsabilità del consiglio di amministrazione in carica sino al 31.12.2010 che ha permesso che “continuasse la perpetrazione della indebita appropriazione incrementando il danno della Start“.
Continua Castelli:”verrebbe da chiedersi : dopo il decreto “Salva Papà” di Banca Etruria, siamo di fronte ad un provvedimento “salva PD” ? D’Erasmo tutela il patrimonio della Start solo quando è messo in pericolo da amministratori che non hanno la sua stessa tessera ? Domande imbarazzanti che rischiano di far perdere la faccia non solo a D’Erasmo ma a tutta la classe dirigente politica del territorio. Lo dobbiamo evitare coralmente: non ci devono essere “scudi” per gli amministratori che oggi D’Erasmo ha inteso escludere dalla richiesta di risarcimento. Presenterò una richiesta di convocazione specifica dell’assemblea dei soci per discutere già a gennaio dell’esercizio dell’azione anche nei confronti degli amministratori in carica alla Start anteriormente al 31.12.2010.”
Infine:”se D’Erasmo dovesse perseverare nella sua  ingiustificabile condotta mi vedrò costretto a presentare un esposto all’Autorita Anticorruzione.”
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