ANCONA – Piero Celani, consigliere regionale di Forza Italia, interviene sulla vicenda Banca Marche.

Francamente stupiscono alcune dichiarazioni degli Amministratori di Nuova Banca Marche, quando dicono che “il peggio è passato, ora stiamo tornando alla normalità, in cui ciò che di nuovo entra nella banca, compensa quello che esce…” della serie “la Banca è salva, ma gli investitori, cittadini, imprese e pensionati che hanno creduto in essa, hanno perso tutto”.

Credo a questo punto che il problema sia tutto politico, nel senso che il governo dell’accoppiata Renzi-Padoan non ne ha azzeccata una, prima sbagliando i tempi della trattativa con l’Europa, dato che tutti sapevano fin dal 2013, anno di commissariamento di Banca Marche, quali erano le sofferenze accumulate e così, mentre la Merkel e gli spagnoli risolvevano i loro problemi, i nostri governi Letta e Renzi cosa stavano a fare?

E la Regione Marche? Possibile che dormiva il “sonno dei giusti” senza accorgersi di nulla?

E poi ancora: se nella Legge di Stabilità è stato previsto un prelievo dal Fitd (Fondo interbancario di tutela dei depositi) di 100 milioni di euro, perché non è stato previsto di prelevare un importo tale da soddisfare tutti gli investitori retail, azionisti e possessori di obbligazioni subordinate, dato che trattasi di fondi “privati”, e nulla poteva eccepire l’Europa?

Ma lo sanno Renzi e Padoan che in Banca Marche oltre ai 900 possessori di titoli subordinati ci sono 43 mila azionisti che perderanno tutto?

Allora il Governo faccia un bagno di umiltà ammettendo di aver sbagliato tutto, tempi e metodi, integri quanto già contenuto nella Legge di Stabilità, in modo che il Fitd possa coprire tutti i danni fatti da Banca Marche ai cittadini Marchigiani. Solo così il “sistema Marche” potrà riacquistare fiducia nella banca del territorio, solo così “Nuova Banca Marche” potrà tornare ad operare con fiducia sull’intera regione, solo così Goffi potrà dire “… il peggio è passato”.

Altro aspetto non da poco: spero che Governo e magistratura accertino con celerità e tempismo le responsabilità di coloro che hanno combinato tale disastro e paghino fino all’ultimo centesimo.

Solo così i marchigiani potranno tornare ad affidare, con tranquillità, i loro risparmi, spesso frutto del lavoro di una vita, ad un contesto Istituzionale credibile.

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