ASCOLI PICENO – Riportiamo una nota di Italia Nostra di Ascoli.

Con profonda preoccupazione stiamo seguendo la vicenda delle Torri Merli: da una parte la visione dell’inclinazione sempre più evidente di una delle due Torri; dall’altra il rimpallo di responsabilità tra i proprietari delle Torri e l’Amministrazione Comunale di Ascoli sulle cause di questo inquietante fenomeno e su chi dovrebbe provvedere a mettere in sicurezza queste fondamentali testimonianze della civiltà urbana di Ascoli, che viene indicata come città delle Cento Torri, anche se in  realtà le torri erano molte di più e arrivavano probabilmente al numero di 200.

Da una parte i proprietari delle Torri percolanti sostengono che il cedimento delle Torri è procurato dal traffico automobilistico che si sviluppa sulla  “rua” contigua alle Torri; dall’altra il Comune sostiene che ben altre sono le cause da ricercarsi, forse, anche nella vetustà delle costruzioni.

E’ evidente l’urgenza di individuare con precisione le cause di questo fenomeno e quindi non possiamo non  rivolgere l’invito anche agli Organi di Tutela per un intervento che con la massima urgenza accerti le reali cause del dissesto in corso. Sarebbe, infatti, una “iattura” enorme per la città e per la sua immagine ormai consolidata da secoli il deprecato crollo di una o di tutte e due le torri. E ciò al di là del problema della sicurezza e della incolumità delle persone.

Quindi non possiamo non sollecitare l’effettuazione degli interventi  urgenti e indifferibili per mettere in sicurezza  questa testimonianza prestigiosa delle civiltà medioevale prima che accada l’irreparabile.

A nostro parere le Torri devono essere considerate un bene culturale ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42  e meritevoli quindi della tutela di cui al Titolo I  Capo 1. In particolare va applicato al caso specifico quanto previsto dall’art 30 del Decreto in parola  che al comma 3 dispone che “ i privati proprietari, possessori o detentori di beni culturali sono tenuti  a garantirne la conservazione”.

Attesa, per altro, l’indifferibile necessità ed urgenza della messa in sicurezza delle due torri, si ritiene che, nel caso i privati responsabili non  dovessero  attivarsi per effettuare i lavori necessari alla salvaguardia dell’integrità dei beni monumentali, i lavori debbano essere effettuati comunque anche con risorse pubbliche, prevedendo in questo caso modalità compatibili di fruizione pubblica dei manufatti salvati dalla possibile malaugurata distruzione.

Nel confidare in un urgente riscontro alla nostra preoccupata segnalazione, ringraziamo e porgiamo cordiali saluti.

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