ASCOLI PICENO – Nella mattina del 12 febbraio, presso la Questura di Ascoli Piceno, si è svolta la cerimonia di inaugurazione di un’opera realizzata dall’artista ascolana Barbara Tomassini a favore della Polizia di Stato.

A fare gli onori di casa il Questore di Ascoli Piceno e Fermo Mario Della Cioppa che ha voluto fortemente l’opera allo scopo di rendere più confortevole l’ingresso della Questura che  lui ha definito un ufficio aperto al pubblico, sottolineando che il cittadino  quando entra in ufficio pubblico deve trovare conforto e stare bene, l’opera, infatti, è stata posizionata nell’atrio della Questura.

L’artista si è ispirata, per questa pittura murale, prima realizzata su tela e poi applicata sulla superficie di destinazione, principalmente alla poesia epica e cavalleresca della cristianità medievale.

Lo sfondo del quadro è una città che, pur essendo concettualmente senza luogo e senza tempo, richiama e contestualizza con le torri l’immaginario di ciò che è nella sua realtà Ascoli Piceno. In primo piano, invece, il cavaliere che, percorrendo la scena del quadro, percorre idealmente la città stessa. La simbologia alla quale si è ispirata la pittrice Tomassini gioca buona parte del resto della realizzazione sui colori. La città, in primis: con i colori che rappresentano la  Polizia di Stato. Quindi il cavallo, il cavaliere e il vessillo, nel quale sono innanzi tutto presenti motto e stemmi  della Polizia di Stato.

A seguire il colore del cavallo del cavaliere, ovvero bianco, perché questo colore contrasta con la policromia dello sfondo e, oltre a rappresentare purezza e giustizia (ovvero la legge), indica anche lo spirito profondo di essere istituzione dello Stato al servizio della giustizia e dei cittadini.

Quindi di colore bianco, che tutti i colori comprende senza però preferirne alcuno, senza discriminare e obbedendo solo a un principio più alto, quello della giustizia appunto. Ma non è tutto. La ricerca della pittrice Barbara Tomassini si è anche concentrata sui significati simbolici di cavallo e cavaliere.

San Michele Arcangelo è il Patrono della Polizia di Stato mentre nel murale è richiamata figurativamente l’immagine di San Giorgio. Questo perché San Giorgio, come esplicato da diversi studiosi, è la rappresentazione umana cioè contestualizzata nel tempo e nella vita, del cavaliere che rappresenta la giustizia e la lotta contro il drago.

Figura umana, solo in seguito santificata, votata alla lotta per il bene: missione che San Michele Arcangelo compie invece in altra dimensione, quella extraterrena. Il cavaliere con vessillo, rappresentazione di San Giorgio, è anche un’iconografia radicata nel territorio piceno. In particolare su uno stemma scolpito nel travertino (e dal titolo “Miles”, cioè militare, soldato) presente nel castello di Appignano del Tronto. Simbologia, territorio, missione: nella grafica e nei colori la sintesi artistica pensata e realizzata da Barbara Tomassini.

Alla cerimonia, che ha avuto un carattere sobrio e di basso profilo, erano presenti il Prefetto di Ascoli Piceno Patrizi, il Prefetto in quiescenza Valeri, il Vice Prefetto Vicario di Fermo. Cento, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Paoluzi, il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato Possanzini, il Presidente Confindustria Marche Bucciarelli, il Presidente  della C.C.I.A.A.  Sig. G. Sabatini, il Presidente del CIIP Alati, il Presidente A.N.P.S. ed i funzionari della Polizia di Stato della provincia e i segretari provinciali sindacali della Polizia di Stato e dell’Amministrazione civile dell’Interno unitamente ai rappresentanti della RSU in rappresentanza di tutto il personale in servizio presso la Questura.

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