ASCOLI PICENO – Tutelare l’economia legale e le imprese rispettose delle regole garantendo allo Stato, all’Unione Europea, alle Regioni e agli Enti locali il regolare afflusso ed il corretto impiego delle risorse destinate al benessere della collettività e al sostenimento delle politiche di sviluppo economico e sociale.

È questo l’obiettivo che ha guidato l’azione operativa della Guardia di Finanza nell’anno 2015. Un obiettivo che nei comprensori delle province di Ascoli Piceno e di Fermo è stato perseguito dal Comando Provinciale di Ascoli Piceno attraverso l’esecuzione di una serie consistente di attività, dalle verifiche fiscali ai controlli, dalle indagini di polizia giudiziaria a quelle di polizia amministrativa, idonee ad assicurare le massime condizioni della legalità.

Un impegno che ha trovato concretezza nel perseguimento delle strategie operative delineate dalle Autorità di vertice, rappresentate da tre principali comparti:

l’attività investigativa, attraverso lo sviluppo di 630 deleghe d’indagine pervenute nell’anno dalla magistratura ordinaria e dalla Corte dei Conti;

l’esecuzione di 40 piani operativi, per l’aggressione ai più gravi fenomeni di illegalità economico-finanziaria nelle diverse aree dei territori;

l’azione di contrasto ai traffici illeciti che hanno determinato la verbalizzazione di 1.570 soggetti  (di cui 15 tratti in arresto, 347 denunciati a piede libero e 1.208 destinatari di contestazioni amministrative) a fronte delle 948 violazioni accertate, 181 di natura penale, rispetto alle quali sono state avviate procedure di sequestro di disponibilità patrimoniali e finanziarie per complessivi 47,3 milioni di euro;

Le attività a contrasto dell’evasione e delle frodi fiscali sono state attuate attraverso l’esecuzione di 139 indagini di polizia giudiziaria, affiancate ad altri 5500 interventi fra verifiche e controlli a tutela del complesso degli interessi erariali comunitari, nazionali e locali, tutti basati su un’attenta selezione preventiva e mirata degli obiettivi, supportata dal ricorso alle numerose banche dati e applicativi disponibili, dall’intelligence e dal controllo economico del territorio, un peculiare dispositivo che ha consentito tra l’altro di scoprire 87 tra evasori totali ed evasori paratotali e di individuare 112 fattispecie di reati fiscali che hanno comportato la denuncia di 89 soggetti anche per illeciti più gravi, quali l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, la dichiarazione fraudolenta e l’occultamento di documentazione contabile.

In tali ambiti anche l’anno 2015 è stata connotato da un impegno consistente per effetto delle contestuali indagini di polizia economica e finanziaria di un certo spessore per cui si citano ad esempio:

l’operazione “Sugar fraud”, definita nel mese di giugno 2015, con la quale, a corollario di una pregressa ampia indagine di polizia giudiziaria determinante l’arresto di 7 persone, la denuncia a piede libero di altre 9 persone e il sequestro di ville e terreni ubicati nella limitrofa provincia teramana, è stata portata alla luce anche un’ingente frode fiscale per 27 milioni di euro;

l’ulteriore operazione in materia di false sponsorizzazioni emerse in ambiti calcistici locali per le quali sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria 11 persone in relazione ad un sistema di frode attuato mediante il ricorso a false fatturazioni per 1,2 milioni di euro e di 2,2 milioni di euro sottratti a tassazione;

Particolare intensa è stata l’attività a contrasto degli illeciti in materia di spesa pubblica articolatasi mediante l’esecuzione di una serie di attività che hanno sostanzialmente abbracciato tutti i diversi comparti interessati, da un lato, alla percezione delle risorse finanziarie pubbliche e, per altro verso, alla prevenzione e repressione delle condotte pregiudizievoli in danno degli apparati della Pubblica Amministrazione. I relativi “piani operativi” hanno quindi riguardato tra altri ambiti il contrasto alle condotte di malversazione, di indebita richiesta e/o percezione di contributi e di finanziamenti pubblici, di truffa e truffa aggravata poste in essere in relazione alle risorse finanziarie erogate all’Italia dall’Unione Europea, con specifico riguardo agli interventi sovvenzionati dal Fondo Europeo Sviluppo Regionale, il Fondo Sociale Europeo, le quote di compartecipazione alle erogazioni di origine europea tratte dai bilanci dello Stato, regionali e locali, agli incentivi alle imprese e alle altre uscite nazionali e locali e, in generale, tutte “spese dirette” nella finalità di bloccare le erogazioni indebite, recuperare contestualmente le somme già percepite dai responsabili (applicando le misure di sequestro preventivo, anche “per equivalente”, finalizzate alla confisca) e sviluppare quindi, sul piano fiscale, le risultanze di rilievo emerse nel corso delle indagini di specie.

Prerogative a circoscrivere al massimo gli sprechi di denaro pubblico, garantire il corretto utilizzo dei fondi pubblici a vantaggio della crescita produttiva, occupazionale e, più in generale, dell’equità sociale, salvaguardando l’integrità dei bilanci pubblici, che trovano incisività, con pari finalità, negli ulteriori accertamenti rivolti ai comparti degli appalti (verso i quali sono state definite 14 indagini delegate di polizia giudiziaria) della spesa sanitaria, previdenziale e assistenziale.

In materia di Politiche Comuni sono 38 le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria in relazione a contributi indebitamente percepiti per oltre un milione di euro. In tali contesti altri evenienze operative hanno riguardato i fondi strutturali e gli incentivi alle imprese, sottoposti a controllo per un’entità complessiva di contributi pari a 85.500 euro, 56.300 di questi risultati indebitamente percepiti, ovvero illegittimamente richiesti (quindi subito bloccati) mentre il comparto dei danni erariali nell’anno 2015 ha visto coinvolte 110 persone responsabili di sprechi o irregolari gestioni di fondi pubblici che hanno cagionato danni patrimoniali allo Stato per 4,5 milioni di euro come riscontrato nell’ambito degli accertamenti svolti su delega della Corte dei  Conti.

In materia di spesa previdenziale i numerosi accertamenti rivolti su un’entità complessiva di spesa di 149 mila euro hanno determinato l’individuazione di frodi all’I.N.P.S. per indebite percezioni di 72 mila euro e la denuncia all’Autorità Giudiziaria di due persone. Per quanto attiene alle prestazioni sociali agevolate sono state rilevate irregolarità in 16 interventi a fronte dei complessivi 36 controlli esperiti nell’anno per le quali due persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria. Altre 11 irregolarità sono invece emerse nel corso dei 12 controlli esperiti sui ticket sanitari, che hanno palesato responsabilità penali in capo a cinque persone e amministrative per ulteriori 6 soggetti.

Per quanto attiene alla legalità nella Pubblica Amministrazione l’attenzione è stata rivolta all’esecuzione di 29 indagini delegate di polizia giudiziaria e di ulteriori controlli amministrativi d’iniziativa volti a riscontrare l’osservanza delle norme contrattualistiche, dei vincoli di dipendenza e di esclusività dei dipendenti pubblici, in ciò considerandosi, quindi, anche gli aspetti relativi alle disposizioni in materia di lavoro a tempo parziale e al cumulo d’impiego che, nel mese di marzo, hanno determinato la denuncia di un dipendente risultato titolare anche di una partita IVA relativa ad attività  di intermediazione commerciale per la quale non aveva mai richiesto alla Pubblica Amministrazione di appartenenza il rilascio della prevista autorizzazione a svolgere tale tipo di attività e la contestazione di sanzioni amministrative per oltre 160 mila euro a carico del rappresentante della società che aveva conferito l’incarico allo stesso dipendente pubblico.

Il presidio delle aree operative riconducibili al contrasto alla criminalità organizzata e di tipo economico e finanziario è stato assicurato attraverso l’esecuzione di accertamenti patrimoniali finalizzati alla successiva aggressione dei patrimoni, approfondimenti delle segnalazioni di operazioni sospette, controlli e ispezioni antiriciclaggio, analisi dei flussi finanziari, interventi a contrasto dell’usura, investigazioni riguardanti i reati societari, fallimentari e finanziari e la tutela del mercato dei beni e dei servizi attuata con dispositivi a contrasto della contraffazione dei marchi, della pirateria audiovisiva ed intellettuale e della vendita di prodotti insicuri e pericolosi nonché a contrasto ai traffici illeciti delle sostanze stupefacenti, delle armi e dell’immigrazione clandestina.

Le oltre 400 distinte attività eseguite nei richiamati settori rilevano evidenze in ordine a 1,2 milioni di euro di beni sottoposti a sequestro nel quadro dei 16 accertamenti patrimoniali effettuati in applicazione della normativa antimafia e in parte rivolti ai “soggetti fiscalmente pericolosi” ossia coloro che, per condotta e tenore di vita e per l’accertata commissione di reati, si ritengono vivere abitualmente con i proventi di attività delittuose comprese quelle di carattere societario, fallimentare e tributario.

Altri 4 milioni di euro costituiscono l’entità del riciclaggio accertato in esito all’esecuzione di 9 interventi conclusisi con l’arresto di una persona, la denuncia a piede libero di altri sette soggetti e la contestazione di sanzioni amministrative in capo ad ulteriori otto persone. Degni di nota figurano i 460 mila euro distratti da un funzionario di un locale istituto di credito tratto in arresto per i reati di appropriazione indebita, falso e autoriciclaggio e colpito anche dal provvedimento di sequestro degli interi beni personali, rappresentati da immobili, terreni, disponibilità finanziarie e autovetture.

Anche il fronte dell’usura ha contrassegnato in maniera significativa le evidenze operative dell’anno 2015, le quali, attraverso l’operazione “Green table”, hanno visto l’arresto di 4 persone, le denuncia a piede libero di altri 2 soggetti, il sequestro di un circolo privato dell’elpidiense (contanti e assegni per 27 mila euro) in un contesto usuraio caratterizzato dall’applicazione di tassi di interesse annuali oscillanti tra il 243% e il 486%, agevolato dall’origine di debiti maturati attraverso il gioco d’azzardo esercitato all’interno dello stesso circolo per il quale sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria 55 persone.

Nel più ampio contesto delle attività a tutela del mercato dei capitali si annoverano infine i reiterati risultati delle indagini di polizia giudiziaria in materia di reati societari, fallimentari, finanziari e strumenti di pagamento condotte in via prevalente nell’ambito delle deleghe conferite dalle Procure della Repubblica di Ascoli Piceno e di Fermo caratterizzati dalla denuncia a piede libero di 43 persone.

Sul fronte dell’azione a contrasto delle sostanze stupefacenti le evidenze statistiche dell’anno 2015 si definiscono attraverso l’esecuzione di 72 interventi repressivi con i quali sono stati sottratti ai “mercati” locali 4,3 chilogrammi di sostanze stupefacenti (hashish e marijuana) e per cui sono state arrestate 7 persone, 9 denunciate a piede libero e  78 “consumatori abituali” segnalati agli Uffici prefettizi.

Per quanto attiene all’impegno riversato nel contrasto alla contraffazione, all’abusivismo commerciale e alla sicurezza dei prodotti immessi sul mercato, si annoverano 26 mila prodotti sequestrati per i quali sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria 31 persone e altre 12, tra le quali anche 2 consumatori, sono state invece oggetto delle sanzioni amministrative contemplate dalle vigenti normative.

 

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