E’ nato a Roma il 19 marzo del 1937 ma è considerato a tutti gli effetti ascolano, oggi nel giorno del suo 79 esimo compleanno l’attuale  mister bianconero Devis Mangia ha voluto, al termine del match contro la Pro Vercelli, fargli una dedica speciale.Stiamo parlando ovviamente di Carletto Mazzone.

Un allenatore da record, si perché, in quarant’anni di carriera, detiene ad oggi il record di panchine in Serie A, con 795 partite,  1.278 panchine ufficiali. Prima di essere allenatore però Carlo Mazzone, è stato un calciatore, cresciuto nelle giovanili della Roma per poi passare alla Spal, al Siena per giungere poi nel 1960 alla Del Duca Ascoli. Con il club bianconero giocò per ben  nove anni, dal 1960 al 1969, collezionò 221 presenze, quasi tutte da capitano.

La storia di Mazzone come allenatore comincia sempre ad Ascoli, la sua ultima stagione da calciatore ( 1968-1969) coincide anche con la sua prima stagione da allenatore dei bianconeri. Come nei più fantasiosi film sul calcio, tutto iniziò quasi per caso. Un giorno di novembre il presidente Rozzi, in attesa di trovare un nuovo tecnico per l’Ascoli, decise di far condurre temporaneamente il club a Mazzone e così a soli 31 anni iniziò la sua carriera, era il il 24 novembre 1968. La stagione successiva  il 4 maggio 1969 prese il  posto di Capelli  fino alla fine del campionato di Serie C, portò l’Ascoli in vetta e sfiorò la promozione. Il tecnico romano rimase ad Ascoli fino al 1975 conducendo la squadra dalla C alla serie A, riuscendo anche a salvarsi alla prima stagione nella massima serie. Dopo una triennio con la Fiorentina tornò ad Ascoli nel 1980 restando per altre 5 stagioni e conducendo la squadra al sesto posto nel campionato ’81-’82.

Poi dopo aver girato tante panchine, tra Bologna, Pescara e Cagliari, arrivò la chiamata della Roma. Mazzone  ebbe senz’altro anche il merito di far esordire a soli 16 anni un certo Francesco Totti. Poi ancora Cagliari e Bologna. Prima del ritiro a 70 anni,i magnifici anni di Brescia dove convinse Roberto Baggio a seguirlo,  vi fu una clausola che avrebbe ufficialmente liberato il Divin Codino qualora Mazzone avesse lasciato la società, e furono anni indimenticabili per tutti i tifosi delle rondinelle e per tutti gli amanti del calcio, per non dimenticare la sua invenzione di far giocare Andrea Pirlo da regista basso. Indimenticabile anche la sua corsa sotto la curva bergamasca per festeggiare il pareggio firmato Baggio, scatenando numerose polemiche da parte dei tifosi di Bergamo.

Carletto ed Ascoli hanno comunque un legame indissolubile, spesso passeggia per le vie della città e molti ascolani con affetto lo salutano chiamandolo “Mister” e allora prima di fargli i nostri migliori auguri volevo ricordare un ultimo aneddoto, vissuto in prima persona che devo dire mi ha emozionato molto: qualche mese fa mentre stavo per entrare nella sede di Corso Vittorio Emanuele dove sarebbero stati  presentati i  nuovi acquisti dell’Ascoli Picchio, prima di salire incontro Carlo Mazzone che passa sotto la sede e guarda con ammirazione quella che per anni è stata la sua casa e bacia la targa dell’Ascoli, con affetto, passione e augurando forse che tutto andasse per il meglio a quella che per sempre resterà la sua squadra. Tanti auguri Mister Carlo Mazzone!

 

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