ASCOLI PICENO – Ospite dello scorso giovedì pomeriggio, 17 marzo 2016, Sergio Silvotti, Presidente della Fondazione Triulza che, dalla sala del Caffè Meletti, ha parlato della sua esperienza con “Cascina Triulza”, la struttura creata per portare il Terzo Settore a Expo Milano 2015 e che a tutt’oggi permane come sede di incontri delle rappresentanze del Terzo Settore che ruotano attorno alla Fondazione Triulza.

La Fondazione Carisap di Ascoli Piceno continua il suo impegno preso con la comunità nella divulgazione dell’importanza di costruire una rete di volontariato con le organizzazioni non profit quali le cooperative sociali, le associazioni di volontariato, le ONLUS e in generale tutti quegli organismi di natura privata al servizio della collettività che troveranno un riferimento fisico nella sede della Bottega del Terzo Settore in fase di ristrutturazione.

Una lezione di elevato spessore morale, quella impartita dal Presidente di Triulza, Sergio Silvotti, sul tema “Come coagulare le risorse positive della società: l’esperienza della Fondazione Triulza” che ha aperto il dibattito partendo dal presupposto che questo tipo di progetto comporta una lunga pianificazione, tenacia, ma soprattutto una profonda convinzione nel realizzare un bene di esclusivo beneficio per la gente: “ Bisogna prendere il tempo affinchè le organizzazioni del Terzo Settore con le comunità riescano a condividere degli obiettivi e decidere a che titolo ognuno vuole partecipare. Bisogna essere molto chiari e dico che sono tempi molto lunghi, cinque-dieci anni. Non si può pensare di affrontare sfide impegnative in qualche mese e la principale forza di coesione è la trasparenza. Bisogna essere molto chiari sui vantaggi, gli svantaggi e le modalità”.

“L’esempio che vi porto è quello che abbiamo affrontato con la gestione del padiglione Cascina Triulza per Expo. – prosegue Silvotti nell’analisi – Servivano sei milioni di euro e visto che ognuno di noi ha messo la faccia impegnandosi davanti al notaio con l’atto di costituzione della Fondazione anche con una quota in denaro, attualmente sono 65 i soci della Fondazione, abbiamo stabilito che ci avrebbe sostenuto, sponsorizzato, doveva rispettare delle condizioni. Abbiamo posto dei paletti, e cioè: quelli che non rispettano l’ambiente, coloro che non rispettano la tutela dei diritti dei lavoratori e lavoratrici, le imprese che speculano sul mercato finanziario, questi non potevano essere nostri sostenitori. Anche perché quando si inizia questo tipo di operazione,ci sono degli istituti preposti a controllare se le imprese che offrono un sostegno rientrano in quei parametri che avevamo stabilito. Quindi trasparenza, rigore perché quando tu sei chiaro nel tuo obiettivo, ci sono realtà nel mercato, imprese, che ti stanno ad ascoltare. Al centro c’è un patrimonio che è quello delle persone che hanno voglia di spendersi per il bene comune.”

A moderare l’incontro il capo servizio de “Il Resto del Carlino” – sez. di Ascoli – Roberto Fiaccarini, che chiude la riflessione ponendo al relatore una domanda inerente alla realtà locale, in particolare alla imminente apertura della sede della Bottega del Terzo Settore che diventerà luogo di incontro e contaminazione e all’importanza di creare contatti tra le varie associazioni.
“Il Terzo Settore ha la capacità di essere molto coinvolgente e deve coinvolgere i soggetti della comunità che sono la sua forza. Non è necessario avere la grande sfida, le sfide ci arrivano ogni giorno, è necessario mettere assieme i soggetti, fare delle proposte chiare, ed essere molto precisi sul ruolo che ciascun ambiente può giocare”.

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