ASCOLI PICENO – In Germania e negli Stati Uniti, dove sono ampiamente conosciuti, li chiamano “mini-jobs”: in Italia sono noti come “lavori a chiamata”, quelli in cui la domanda e l’offerta di lavoro s’incontrano per un lavoro specifico e limitato nel tempo. Nel nostro Paese, la Cgia di Mestre ha stimato nell’ultimo anno una vendita di oltre 71.600.000 ore di lavoro, che hanno coinvolto circa un milione di persone nei settori più disparati.
“La piattaforma che abbiamo creato è molto diversa dai soliti siti di cerco e offro lavoro -sottolinea Matteo Annibali– l’ideatore e il co-fondatore di Minijob- siamo partiti dai casi concreti della quotidianità, prima di Minijob chi ha aveva l’esigenza di fare piccoli lavoretti – dalla cura del giardino alle lezioni private- si è arrangiato contattando conoscenti o costosi specialisti. Oggi finalmente con Minijob il tutto è semplice e trasparente: come Lavoratore posso iscrivermi, inserire le mie capacità e propormi in base ai miei orari; come utente posso scegliere il lavoratore in base alla sua storia, alle sue capacità e non ultimo al suo costo. Oggi con Minijob i cosiddetti “lavori di prossimità” diventano finalmente visibili, affidabili e trasparenti.
Hub21, il Polo Scientifico, Tecnologico e Culturale con sede ad Ascoli Piceno, ha acquisito una partecipazione di minijob.it, la piattaforma che permette ai lavoratori di iscriversi e proporsi per piccoli lavori, dal muratore all’elettricista, passando per babysitter e badanti. Ogni profilo viene arricchito con i dettagli e le capacità del lavoratore, e si riempie di feedback a mano a mano che il lavoratore aumenta le sue esperienze.
“E’ il nuovo curriculum 2.0” ci conferma Matteo Annibali.
Minijob si rivolge a tutti coloro che per lavoro o per hobby sono specializzati in lavori tali da erogare brevi prestazioni occasionali: l’utente, al momento, può utilizzare la Partita Iva oppure usufruire dei Voucher statali, sebbene in prospettiva siano allo studio implementazioni che permetteranno di usare pagamenti elettronici.
Il meccanismo è semplice: lavoratore e cliente si iscrivono.
Il lavoratore poi, completa l’iscrizione indicando la propria professione, i giorni disponibili, l’onorario ed altre informazioni supplementari utili all’acquirente della prestazione lavorativa: in pochi minuti, di fatto, si diventa un jobber.
La crescita del jobber all’interno della piattaforma è esclusivamente meritocratica: i feedback positivi dei clienti, completati da una valutazione, aumenteranno la visibilità del lavoratore che sale nella ricerca e quindi lavora di più. I meno bravi scendono in graduatoria e non vengono contattati. Molto semplice, sicuro e garantito.
“Con la partecipazione a questa piattaforma vogliamo dare un segnale importante: l’idea vincente di questi due ragazzi talentuosi può dare un valore aggiunto al mercato del lavoro. Iniziative di questo tipo in ambito digitale possono certamente avere una ricaduta importante nel mondo reale, sia dal punto di vista sociale che economico” continua Luca Scali, amministratore delegato di Hub21.
“Minijob potrebbe diventare una delle piattaforme del lavoro più innovative degli ultimi anni e Hub21 vuole supportare l’entusiasmo e le capacità di questi ragazzi che vanno però seguiti e indirizzati. Noi siamo qui anche per questo” aggiunge.
La piattaforma, che dispone di  un blog che tratta periodicamente tematiche inerenti il mondo del lavoro, dai consigli su come lavorare all’estero a mini guide sulle professioni emergenti (ad esempio, la Wedding Planner oppure il nutrizionista) conta al momento 40 categorie lavorative differenti per un totale di 1000 jobber, pronti ad entrare in azione con un semplice click.
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