VERONA – La 50esima edizione del Salone Internazionale del vino è stata inaugurata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Vinitaly compie cinquant’anni, e sono lieto di essere qui per inaugurare,  un’edizione così importante di questa rassegna, che è riuscita nel tempo ad accompagnare, interpretare, favorire la crescita di un grande prodotto italiano, divenuto sempre più vettore e simbolo della nostra qualità, apprezzata nel mondo».Queste le parole con cui ha esordito il Presidente  nell’Auditorium Verdi di Veronafiere, per inaugurare il 50° Vinitaly. A dare il benvenuto al Capo dello Stato è stato il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese, insieme al direttore generale, Giovanni Mantovani.

Quattro giorni di esposizione  con 4.100 espositori italiani ed esteri e buyer provenienti da più di 140 nazioni

Bene ha fatto Vinitaly a mettere a tema, quest’anno, l’internazionalizzazione e il sostegno all’export – ha detto il Presidente Mattarella-  L’esperienza del settore fieristico, quando è sorretta da un progetto – è stato il caso di Expo2015, è il vostro caso –, e ha alle spalle un retroterra di imprese sane, è preziosa per le attività di promozione di ogni comparto»

In questi 50 anni Vinitaly si è affermato come uno dei brand fieristici più conosciuti a livello mondiale. Nel 1967, dall’intuizione di Angelo Betti, a Verona nascevano Le Giornate del Vino Italiano e, con esse, il Vinitaly. «Da allora – ha ricordato il presidente di Veronafiere – il Salone ha accompagnato e scandito l’evoluzione di un Paese che proprio attraverso il vino ha saputo farsi conoscere ed apprezzare in tutto il mondo. Nel 2015 le nostre esportazioni vitivinicole hanno superato i 5,4 miliardi di euro, in crescita di oltre il 5% sul 2014».

In questi giorni Verona è stata la capitale non solo del vino di qualità, perché il Paese – ha continuato Danese -«ha sviluppato Dentro ai padiglioni anche la rassegna Enolitech, Sol&Agrifood, manifestazione dedicata all’olio extravergine d’oliva e all’artigianalità dell’alimentare italiano.

Il tempo però passa e il rinnovamento è necessario, il web e l’internazzionalizazione possono e devono esseremodalità di sviluppo del settore, secondo Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali: «Per vincere sul mercato dobbiamo fare rete. Una delle vie più dirette e senza confini è proprio il web. La sfida digitale riguarda tutti, anche lo Stato – ha affermato Martina –come Ministero siamo anche gli unici al mondo ad aver chiuso accordi con piattaforme internazionali del web, per garantire ai nostri marchi geografici la stessa tutela dei grandi brand commerciali contro il falso».

Si prosegue anche nel versante della sburocratizzazione. «Siamo attivi sul fronte della semplificazione, come dimostra l’attivazione del registro telematico del vino – ha reso noto il ministro –. Saremo l’unico Paese ad avere i dati sulla produzione vinicola in tempo reale. Ancora una volta il modello italiano fa scuola, perché il settore vitivinicolo è l’emblema del nostro saper fare, in grado di esprimere i valori e celebrare le tradizioni dei nostri territori; con oltre 500 vitigni coltivati siamo la patria della biodiversità.”

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