L’appello del Comitato e il comunicato stampa, perchè votare Si e fermare le trivellazioni entro la 12 miglia

“Lanciamo un forte appello per andare a votare al referendum di  domenica prossima e votare SI contro le trivelle, lo abbiamo ripetuto tante volte in questo ultimo mese caratterizzato da un  straordinario impegno che ci ha visti in prima fila in questa battaglia dove in gioco c’è il nostro futuro e quello del nostro Pianeta.”

Infatti, il prossimo 22 aprile capi di Stato e di governo convocati dal Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-moon, firmeranno, per renderlo definitivamente operativo, l’Accordo di Parigi. L’accordo è stato raggiunto all’unanimità da 195 paesi (tra cui l’Italia) e rappresenta l’avvio definitivo del passaggio dai combustibili fossili (petrolio, carbone, gas responsabili principali del cambiamento climatico oggi in atto) alle energie rinnovabili, all’efficienza e al risparmio energetico.

Tutto il mondo deve investire in un nuovo modello energetico , non ha alcun senso per un paese come l’Italia insistere con investimenti per continuare con l’estrazione di petrolio e gas, perché l’utilizzo delle fonti fossili provoca inevitabilmente l’aggravarsi dei cambiamenti climatici con effetti nefasti sui territori, sulla salute, sulla sicurezza delle popolazioni.

Ci chiediamo, dov’è la coerenza di questo Governo che a livello mondiale firma un accordo per la riduzione dell’utilizzo delle fonti fossili, ma poi mette in atto una politica energetica basata sullo sviluppo della ricerca ed estrazioni di idrocarburi?

Al contrario, registriamo che Paesi come la Croazia e la Francia hanno messo in atto una moratoria contro le estrazioni petrolifere nei propri territori,  la Germania e l’Olanda hanno avviato processi di cambiamento per arrivare entro i prossimi venti anni a produrre l’80% dell’energia attraverso le fonti rinnovabili.

Votiamo SI per fermare le trivellazioni entro la 12 miglia, lungo le nostre bellissime coste, alla data già prevista dalle concessioni al momento del rilascio e non trasformarle in concessioni senza scadenza come ha fatto il Governo il 28 dicembre scorso (cambiando le regole in corso d’opera).

Votiamo SI per mandare un messaggio chiaro a questo Governo; questa politica energetica che favorisce solo le compagnie petrolifere e penalizza i territori non ci piace, dovete, al contrario, intraprendere con decisione la strada della transizione energetica per favorire la ricerca e la diffusione di tecnologie e fonti energetiche che, in futuro, ci liberino dalla dipendenza dai combustibili fossili.

 

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