FERMO – Una vera propria associazione criminale dedita ai furti delle calzature a danni di varie ditte. La banda è stata smantellata grazie a un’operazione rinominata “Easy Shoes”.

Tramite una conferenza stampa, svoltasi nella mattinata del 3 maggio presso il Comando Compagnia Carabinieri di Fermo, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Ascoli Piceno Colonnello Ciro La Volla ha illustrato i dettagli.

Alle prime ore dell’alba del 3 maggio i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Ascoli Piceno, supportati da quelli del Comando Provinciale di Lecce, hanno dato esecuzione ad  una misura cautelare restrittiva nei confronti di cinque indagati tutti ritenuti responsabili, ognuno per parte e ruolo di competenza, del reato previsto dall’articolo 416 c.p..

Ovvero associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione di calzature di pregio oggetto di ingenti furti perpetrati in aziende situate nella Provincia di Fermo ed una in Provincia di Verona nonché numerose e mirate perquisizioni sia nella Provincia salentina che in alcune località in Provincia di Caserta con la collaborazione dei militari del Comando Provinciale di Caserta.

In particolare si poneva il focus su ben sei gravi episodi delittuosi che avevano creato forte disagio sia nel tessuto sociale che economico dell’importante distretto calzaturiero:

furto in danno  del calzaturificio denominato “errebi s.p.a” a Sant’Elpidio a Mare;

furto in danno  del calzaturificio denominato “gi.ma fashion group” a Montegranaro;

furto in danno  del calzaturificio denominato “brake” a Sant’Elpidio a Mare;

furto in danno  del calzaturificio denominato “rodolfo zengarini srl”  a Montegranaro;

furto in danno  del calzaturificio “elisabet” nella zona industriale Monte Urano;

Attraverso un’attenta attività di analisi si riusciva a ricollegarli tra loro: in particolare si individuava e circoscriveva una consorteria malavitosa localizzata nel Comune di Cutrofiano (Lecce) che avuta la disponibilità delle calzature oggetto dei furti, provvedeva a ricettarla attraverso una serie collaudata di canali commerciali “puliti” sia esercizi commerciali che mercati rionali in numerosi Comuni sul territorio nazionale.

Le successive investigazioni sviluppate, anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, permettevano non solo di circoscrivere i ruoli all’interno dell’associazione a delinquere, ma di individuare una serie di obiettivi dove erano state stoccate le calzature per essere di volta in volta distribuite alla vendita al dettaglio, nonché fissare la presenza di uno dei sodali, il capo dell’organizzazione, all’interno della zona di stoccaggio proprio delle aziende Fermane qualche giorno prima che poi divenissero obiettivo dei furti, formalmente per trattare partite di calzature da acquistare a stock.

Il personale del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Ascoli Piceno richiedeva ed effettuava, nel mese di luglio 2015, una serie di mirate perquisizioni delegate dal Dottor Mirko Monti, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Fermo, in esecuzione delle quali si rinveniva  e sequestrava quasi 800 paia di calzature di pregio risultate asportate presso le aziende sopra indicate.

Nel corso dell’attività gli operanti acquisivano ulteriori elementi di riscontro determinanti per suffragare ulteriormente le responsabilità degli appartenenti al sodalizio delinquenziale ed anche per scoprire un ingente furto ai danni di un’azienda calzaturiera denominata “Mino Ronzoni s.r.l.” di Cologna Veneta (Verona) recuperando ad ottobre 2015 in occasione di una perquisizione effettuata presso un deposito situato sempre nel Comune di Cutrofiano le altre 400 paia di calzature di pregio.

Dopo quest’ultimo determinante riscontro operativo e raccolti tutti gli elementi ritenuti importanti e congrui per fissare ruoli e responsabilità dei singoli sodali appartenenti a quest’associazione a delinquere, finalizzata alla ricettazione di calzature di pregio oggetto ingenti furti presso aziende produttrici, il dipendente Nucleo Investigativo redigeva dettagliata informativa di reato che depositava in data 16 novembre 2015 all’Autorità Giudiziaria presso il Tribunale di Fermo con la richiesta di una misura cautelare nei confronti di sei indagati, tutti pregiudicati e dimoranti nella Provincia di Lecce. Successivamente il fascicolo veniva trasmesso per competenza territoriale alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce, dove il Sostituto Procuratore Roberta Licci richiedeva l’emissione di una misura cautelare per tutti gli indagati.

In data 26 aprile il GIP presso il Tribunale Ordinario di Lecce Carlo Cazzella emetteva un provvedimento restrittivo della custodia cautelare in carcere per:

R. F. classe 1961, censurato;

F. A. classe 1959, censurato;

M.A. classe 1975, censurato;

Invece arresti domiciliari per:

R. E. classe 1978;

S. A. classe 1966, censurata;

Tutti “per aver promosso, costituito e partecipato, con compiti e ruoli specifici, un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti contro il patrimonio, ed in particolare ricettazione di calzature provento di furto”.

I compiti e ruoli all’interno del sodalizio criminale erano svolti in questo modo:

R. F. capo dell’organizzazione delinquenziale, oltre a promuovere ed organizzare le attività del sodalizio, si occupava anche di individuare in area gli obiettivi, pianificare i furti per conto di persone incaricate della successiva e materiale commissione dei furti, persone non ancora identificate;

S. A. oltre a promuovere ed organizzare le attività del sodalizio, si occupava della gestione delle vendite delle calzature oggetto dei furti all’interno di un negozio di Cutrofiano;

R. E. oltre a promuovere ed organizzare le attività del sodalizio, aveva il compito di esporsi in prima persona in qualità di legale rappresentante nei casi di rinvenimento e/o sequestri di calzature da parte dei Carabinieri, così da permettere agli altri sodali di proseguire nelle illecite attività;

F. A. aveva il compito di ricettare le calzature di illecita provenienza presso i mercatini settimanali in Puglia;

M. A. aveva il compito di ricevere i pagamenti da parte dei clienti del sodalizio criminale, in contanti o su carta prepagata a lui intestata, per poi riversare il denaro nel sodalizio;

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