ASCOLI PICENO – La messa in liquidazione, o ristrutturazione, di Piceno Consind cambiandone la “missione” e trasformandolo in un ente per la sola promozione e sviluppo industriale del Piceno. Lo chiede in una interpellanza al presidente della Giunta Regionale, il consigliere regionale Piero Celani.

Nell’interpellanza il consigliere regionale Piero Celani  propone una dozzina di quesiti che spaziano dai disavanzi registrati dal Consorzio negli esercizi finanziari 2012,2013 e 2014 a quali e quanti siano i servizi che Piceno Consind fornisce alle aziende presenti nell’agglomerato industriale, aquanto ammonta, ad oggi, il debito consolidato del Consorzio verso terzi, Istituti di credito compresi e quanti e quali sono i contenziosi in essere di Piceno Consind?

Il consigliere Celani si chiede anche qual è l’importo delle singole tariffe applicate per i servizi di Acquedotto industriale, depurazione, smaltimento rifiuti speciali, fornitura gas-metano, ecc., e se le stesse sono in linea con quelle praticate dai Consorzi limitrofi, con particolare riferimento a quelli situati sul versante abruzzese (Prov. di Teramo) e quante e quali sono le Società, a qualsiasi titolo, partecipate da Piceno Consind, chi sono gli amministratori nominati in rappresentanza dell’Ente e a quanto ammontano le loro indennità;

Piero Celani inoltre chiede se  è vero che il Consorzio ha beneficiato negli anni, di contributi e finanziamenti statali, che in alcuni casi hanno raggiunto l’85% (ed a volte l’intero importo) dei costi occorrenti alla realizzazione delle singole infrastrutture  consortili e come si giustifica quindi, il forte indebitamento accumulato dal Consorzio.

Per questi motivi il consigliere Celani chiede al presidente Ceriscioli se non ritenga che la missione del Consorzio sia “abbondantemente scaduta” già da oltre un decennio, essendo venute meno tutte le ragioni per cui l’Ente fu costituito, anzi attualmente rappresenta quasi un “ostacolo” allo sviluppo industriale del Piceno, considerato, così come ampiamente ricordato  dal Collegio dei revisori dei conti negli anni trascorsi, che l’equilibrio economico-finanziario si basava esclusivamente sulla compravendita delle aree, svolgendo l’Ente quindi, in prevalenza attività da “immobiliarista” e che pertanto non si debba, in tempi brevissimi, procedere alla sua messa in liquidazione, o alla sua rivisitazione/ristrutturazione, cambiandone la “missione” e trasformandolo in un Ente per la sola promozione e sviluppo industriale del Piceno.

“Credo – conclude il vice presidente della 2^ Commissione – sia necessario avviare per il Piceno, una nuova stagione di politica industriale, gestita direttamente dalla Regione, di concerto con gli Enti territoriali (Comuni) e le Ass.ni di Categoria, eliminando strutture intermedie che oltre ad essere costose per la collettività, aggraverebbero tutti i procedimenti con inutili ed ulteriori procedimenti burocratici, anche e soprattutto, nell’eventualità, auspicabile, di gestire nuovi fondi pubblici conseguenti al riconoscimento dell’area di crisi”

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 167 volte, 1 oggi)