ANCONA – Il raccolto di grano marchigiano dovrebbe risalire quest’anno a quota sei milioni di quintali, con un incremento sia in termini di quantità che di qualità rispetto alla campagna scorsa.

Ad affermarlo è la Coldiretti regionale sulla base di una stima su dati Istat, in vista delle operazioni di trebbiatura che dovrebbero scattare in settimana, anche se resta l’incognita maltempo. Le previsioni di raccolta indicano una crescita, sia pure contenuta (+5 per cento), mentre la qualità è attesa come buona. Lo scorso anno il dato produttivo dell’Istat si era attestato sui 5,8 milioni di quintali complessivi.

Le Marche sono, tra l’altro, la terza regione italiana per produzione di grano duro, dopo Puglia e Sicilia. Circa il 90 per cento del totale viene utilizzato per la pasta, mentre la parte restante è usata nei mangimi. A preoccupare le aziende agricole, sottolinea la Coldiretti, sono però i prezzi, che negli ultimi mesi hanno visto un vero e proprio crollo rispetto allo scorso anno, con quotazioni  sui 22 euro al quintale, almeno 5-6 centesimi al di sotto dei costi di produzione.

Una situazione generata dalle speculazioni sui prezzi e aggravata dalla mancanza dell’obbligo dell’origine in etichetta, che impedisce di valorizzare il grano nostrano soprattutto nella produzione della pasta.

Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, le aziende agricole che producono grano duro sul nostro territorio sono circa 17 mila, che salgono a 24 mila se si considera anche il grano tenero.

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